17.081 bambini protagonisti del loro futuro

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Nel 2019 abbiamo aiutato 17.081 bambini e ragazzi grazie ai nostri progetti negli ambiti Salute ed Educazione, in Italia e all’estero. Scopri cosa abbiamo fatto nell’ultimo anno per i bambini in difficoltà, anche grazie al tuo aiuto!

 

Il nostro sostegno in Italia…

Continua il nostro impegno nell’ambito Educazione: per i bambini da 0 a 6 anni abbiamo sviluppato progetti per contrastare la crescente povertà minorile tramite servizi educativi per la prima infanzia, accessibili anche a famiglie con difficoltà economiche.

A partire da inizio 2020 abbiamo deciso di rafforzare i progetti rivolti a bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni, entrando direttamente nelle scuole – primarie e secondarie di primo grado – con interventi finalizzati a migliorare l’offerta formativa, riqualificare gli spazi scolastici e formare i docenti. Infine, con l’obiettivo di aiutare i giovani dai 14 ai 24 anni, a rischio o già nella condizione di NEET (Not in Employment, Education or Training), abbiamo messo in atto interventi di prevenzione dell’abbandono scolastico, in partnership con centri diurni e doposcuola, e workshop formativi per favorire l’ingresso nel mercato del lavoro, promuovendo le loro passioni e i loro talenti.

 

Menzione a parte merita il Progetto “Stringhe”: piccoli numeri in movimento. Nel 2019 abbiamo vinto il bando “Un passo avanti”, promosso dall’Impresa Sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile: a partire dal 2020, grazie al Progetto “Stringhe”, sosterremo 2.600 bambini di età 5-13 anni, 200 famiglie e 200 insegnanti, attraverso la creazione di una nuova metodologia didattica e il rinnovamento dell’offerta formativa di 10 scuole dell’infanzia e primarie.

 

 

… e all’estero

Grazie al programma Cuore di Bimbi, attivo dal 2005 con l’obiettivo di ridurre la mortalità dei minori affetti da malattie cardiache congenite o acquisite, abbiamo salvato la vita di 2.268 bambini gravemente cardiopatici. Nel corso del 2019 abbiamo realizzato interventi in Albania, Cambogia, Eritrea, Kenya, Myanmar, Nepal, Romania, Uganda, Zambia e Zimbabwe.

All’estero ci occupiamo anche di istruzione primaria e secondaria: dal 2000 garantiamo a milioni di bambini il diritto a un’istruzione di qualità, sostenendo scuole e centri educativi gestiti dai nostri partner locali che, oltre all’istruzione, offrono un alloggio sicuro, cure mediche, pasti e accoglienza ai bambini più fragili. Abbiamo inoltre sviluppato in questi ultimi anni un programma specifico dedicato all’istruzione secondaria femminile, le Borse Rosa, per contrastare il fenomeno dei matrimoni precoci nei Paesi più poveri.

 

Sfoglia e scarica la versione integrale dell’Annual Report 2019 per saperne di più sui nostri progetti e sul nostro impegno, che dura da 20 anni, in Italia e nel mondo:

 

Il Bilancio di Mission Bambini è certificato ogni anno da una società esterna di revisione, la Deloitte & Touche Spa.

Mission Bambini Italia:

» Leggi la Relazione della Società di Revisione
» Scarica il Bilancio Italia 2019

Consolidato d’Esercizio:

» Leggi la Relazione della Società di Revisione
» Scarica il Bilancio Consolidato 2019

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo

#educazione estero, #programma Borse Rosa, #volontariato

Ci sono storie che ci permettono di viaggiare in luoghi lontani e di conoscere nuove realtà. A volte, però, queste realtà non sono come ce le immaginiamo: è questo il caso delle bambine e delle donne di Paraìba, che vivono all’interno della loro comunità una situazione di emarginazione, vulnerabilità sociale e povertà. È Raffaella Fuso, nostra volontaria da oltre dieci anni, a portarci con lei in Brasile e a farci conoscere più da vicino questa difficile situazione. Lo fa a partire dalla sua visita al centro comunitario “Casa dos Sonhos”, creato da una comunità di Suore Domenicane con l’aiuto della nostra Fondazione e situato a circa 20 km dalla capitale Joao Pessoa, precisamente nel punto finale della cittadina di Santa Rita.

 

Una dura realtà, tra povertà e violenza

Il centro può essere considerato un’oasi felice: con l’obiettivo di accogliere e sostenere bambini, ragazzi, donne e famiglie della comunità che vivono una situazione problematica, offre programmi e attività di prevenzione, assistenza, formazione ed educazione basati sulla solidarietà, la giustizia e la valorizzazione della persona e dell’ambiente che la circonda.

Purtroppo la situazione cambia completamente non appena si esce al suo esterno.
Come ci racconta Raffaella, “le periferie si trovano fuori controllo e la quasi totale assenza dello Stato – che significa fra le altre cose assenza di diritti, servizi e sicurezza – sta portando sempre più persone oltre la soglia della povertà estrema, costringendo uomini, donne e bambini a mendicare o a raccogliere materiale da riciclare per poter sopravvivere. Nella maggior parte di queste famiglie la madre è di fatto l’unica fonte di sostegno di diversi figli e il piccolo contributo, denominato Bolsa Familia, è l’unica entrata economica certa rispetto ai pochi lavori irregolari e saltuari che si possono trovare.”

 

Foto di Raffaella Fuso

 

La violenza è sicuramente uno degli aspetti più preoccupanti che contraddistingue le periferie brasiliane e che Raffaella ha potuto vedere da vicino: “parliamo di violenza domestica sulle donne e i bambini, di violenza sociale legata alle devianze e alla povertà educativa e soprattutto della violenza delle organizzazioni criminali contrapposta a quella della polizia, che ogni giorno uccide quasi indiscriminatamente decine di persone. Le vittime di tutto questo restano uomini, donne e bambini costretti a vivere in un clima continuo di precarietà e paura.”

In un contesto difficile come quello appena descritto, dove l’emarginazione sociale si unisce alla violenza e alla mancanza di opportunità, c’è un altro aspetto ancora più difficile da accettare, presente ancora in molti Paesi del mondo e di cui la nostra volontaria si fa testimone: le bambine, se possibile, vivono condizionamenti ancora più forti. Responsabilizzate fin da piccole ad accudire i fratellini minori e vittime di una cultura a cui non interessa vederle studiare e realizzarsi in qualcosa che vada oltre il futuro ruolo di moglie e madre, si trovano destinate a un futuro già scritto. L’alto numero di violenze domestiche, matrimoni e maternità precoci e, non ultimo, il numero di femminicidi non fanno altro che confermare questa forte discriminazione di genere.

 

La “Casa dei Sogni”: un’oasi di pace e speranza

Nel contesto in cui è inserita, la “Casa dos Sonhos” rappresenta dunque l’unico punto di riferimento valido in grado di garantire i principali diritti e curare l’educazione, la salute e la sicurezza degli oltre 130 minori accolti, offrendo loro un’assistenza affettiva e sociale in grado di contrastare violenza, povertà e pregiudizio.

 

Foto di Raffaella Fuso

 

La “Casa dos Sonhos” è uno spazio in cui i bambini e gli adolescenti, seguiti da una preparata e variegata equipe di professionisti e volontari, possono mangiare, imparare, giocare, sognare e trovare un po’ di serenità rispetto al duro contesto in cui sono immersi quotidianamente. Raffaella può testimoniare quanto il Centro sia “un luogo che favorisce momenti di condivisione, di riflessione, di dialogo e di crescita verso la costruzione di una identità e di un futuro migliore – per i bambini e gli adolescenti accolti e per la comunità in cui vivono.”

Fondato nel 2004, il centro è oggi una realtà molto radicata nel territorio, esempio concreto e positivo di come l’educazione, l’integrazione e la creazione di una cultura di pace e rispetto possano nascere e svilupparsi, cambiando profondamente la qualità e le prospettive di vita di molte persone.

“Senza la presenza della “Casa dos Sonhos” – spiega Raffaella – tutti i bambini e gli adolescenti avrebbero trascorso il tempo per strada, potenziali vittime di droga, alcolismo, prostituzione e violenza. Tra le mura del centro, i minori trovano punti di riferimento sani, regole e limiti che li orientano, per evitare che il contesto e i cattivi comportamenti li conducano alla marginalizzazione.”

Il nostro aiuto, fornito attraverso i progetti ‘Una Casa dei Sogni contro la marginalizzazione’ e ‘Borse rosa per le ragazze di Santa Rita’ risulta fondamentale per il proseguimento delle attività del centro e il benessere di tutte le persone coinvolte.

 

L’empowerment femminile: un sogno che diventa pian piano realtà

È grazie al programma di Empowerment femminile che nel 2019 dodici ragazze e otto madri della comunità hanno potuto frequentare due corsi professionalizzanti per diventare “Grafici” e “Amministratore di cassa”. Sempre nell’ambito di questo progetto, alcune ragazze sono state coinvolte come volontarie nel centro e forniscono supporto alle diverse attività che vengono svolte giornalmente. La “Casa dos Sonhos” si conferma dunque essere un punto di riferimento per le famiglie e le madri della comunità, che qui possono trovare aiuto e assistenza in relazione alle numerose difficoltà incontrate ogni giorno.

“Questo il cambiamento che vorremmo vedere nel Mondo – conclude Raffaella. Un cambiamento volto alla creazione di una cultura di pace, integrazione, solidarietà reciproca, rispetto della natura e lotta contro il ciclo di violenza domestica e comunitaria. Questo è l’aspetto più difficile del lavoro del centro e il suo valore aggiunto: formare coscienze responsabili e insegnare il concetto di eguaglianza.”

 

Foto di Raffaella Fuso