La testimonianza di Fabio Ravezzani, Direttore di Telelombardia e tutor volontario con Mission Bambini

#educazione in Italia, #tutoring scuole, #volontariato

In Italia la povertà educativa riguarda migliaia di studenti. Non solo chi lascia la scuola troppo presto, ma anche chi continua a frequentarla senza acquisire le competenze fondamentali per costruire il proprio futuro.

Per questo Mission Bambini promuove attività di tutoring nelle scuole, grazie alle quali i volontari affiancano gli studenti della scuola secondaria di primo grado, offrendo supporto allo studio e uno spazio di relazione che aiuta a contrastare la dispersione scolastica.

Dietro la dispersione scolastica ci sono spesso difficoltà nello studio, mancanza di fiducia, fragilità familiari o semplicemente il bisogno di una presenza adulta capace di accompagnare, con costanza e attenzione.

Il valore di una presenza costante

All’Istituto Comprensivo Scialoia di Milano, tra i volontari coinvolti c’è anche Fabio Ravezzani, giornalista e per 26 anni Direttore di Telelombardia, che ha scelto di mettersi in gioco come tutor.

“Ho sempre pensato di non avere grandi capacità manuali: non saprei costruire qualcosa di concreto, come un pozzo o una casa. Però, con la mia formazione e la mia cultura, ho sempre avuto il desiderio di insegnare. Il tutoring con Mission Bambini mi è sembrata l’occasione per dare qualcosa di mio, in modo concreto, a qualcun altro.”

Con il tempo, Fabio ha compreso che il ruolo del tutor non è solo spiegare, correggere o aiutare nei compiti. È soprattutto mettersi a disposizione.

“Ho capito che significa anche accettare quando i ragazzi non vogliono il tuo aiuto, ma restare presenti per loro quando invece ne hanno bisogno.”

Nel tutoring scolastico la relazione si costruisce poco alla volta. Non sempre i ragazzi chiedono aiuto subito: osservano, si avvicinano, prendono fiducia. E, con il tempo, riconoscono nel volontario una figura affidabile.

“Metti a disposizione tempo e attenzione a ragazzi che non necessariamente lo chiedono. Ma nella frequentazione, piano piano, trovano in te una presenza costante e sicura.”

Uno spazio diverso, dove sentirsi accolti

Il tutor diventa un punto di riferimento diverso dagli insegnanti e dalla famiglia: una persona adulta che non giudica, non impone, ma accompagna.

“È uno spazio diverso da quello scolastico o familiare, dove spesso ci sono aspettative e obblighi. Qui no. Devi esserci quando loro pensano di aver bisogno di te, al loro fianco, senza eccedere. E capisci che funziona quando continuano a tornare, mese dopo mese.”

Il tutoring non risolve da solo tutte le difficoltà che uno studente può incontrare. Ma può aprire uno spazio nuovo: uno spazio in cui sentirsi ascoltati, sostenuti, capaci.

Per molti ragazzi significa avere qualcuno accanto quando lo studio sembra troppo difficile. Per altri, scoprire che chiedere aiuto è possibile. Per altri ancora, trovare un adulto che crede in loro, anche quando loro stessi fanno fatica a farlo.

“La gioia di aver fatto qualcosa di buono”

Per Fabio, questa esperienza è anche un’occasione personale di restituzione: un modo per mettere a disposizione tempo, competenze e attenzione senza aspettarsi nulla in cambio.

“Mi aiuta a sentirmi un po’ meno inutile. A un certo punto della vita ti chiedi cosa hai fatto davvero per gli altri, di concreto.”

Il volontariato educativo richiede serietà, presenza e responsabilità. Non è qualcosa che si fa solo per sentirsi bene, ma un impegno reale verso qualcun altro.

“Questa esperienza mi dà una piccola gioia, piccola perché vorrei fare molto di più. Ma è la soddisfazione di essermi impegnato per qualcuno senza aspettarmi un ritorno. Non è qualcosa che fai per divertirti: lo fai con serietà, e alla fine resta proprio questo senso di aver fatto qualcosa di buono per gli altri.”

La storia di Fabio racconta il senso profondo del tutoring scolastico: non sempre serve avere tutte le risposte. A volte, la cosa più importante è esserci.

Anche solo un pomeriggio alla settimana.

La Stella di Marcheno: un presidio educativo che fa crescere bambini, famiglie e comunità

#educazione in Italia, #stelle Mission Bambini

Nel cuore dell’Alta Valle Trompia, tra piccoli comuni di montagna e servizi per l’infanzia ancora limitati, c’è un luogo che ogni giorno accende opportunità concrete per i bambini e le loro famiglie: l’asilo nido Il Sentiero Incantato di Marcheno.

Non è solo un servizio educativo. È un presidio fondamentale per un territorio fragile, segnato dall’isolamento, dal calo demografico e dalla scarsità di risposte dedicate alla fascia 0-3 anni.

In un’area in cui vivono poco più di 13.000 persone distribuite in otto comuni, il nido rappresenta l’unica risposta strutturata per la prima infanzia, con 18 posti disponibili. Un numero piccolo, ma dal valore enorme: perché dietro ogni posto c’è un bambino accompagnato nei primi passi della crescita, una famiglia sostenuta, una comunità che si rafforza.

Un luogo che va oltre il nido

L’asilo nido Il Sentiero Incantato è una delle Stelle Mission Bambini sostenute dalla Fondazione: luoghi educativi che offrono ai bambini occasioni di crescita, relazione e scoperta, soprattutto nei contesti in cui le opportunità sono più difficili da raggiungere.

A Marcheno, il nido è uno spazio aperto, accogliente e inclusivo, pensato per rispondere non solo ai bisogni educativi dei più piccoli, ma anche a quelli delle famiglie e della comunità.

Accanto al servizio di asilo nido, vengono proposte attività dedicate ai bambini da 0 a 6 anni e ai loro genitori, tra cui letture animate, laboratori educativi, percorsi di psicomotricità fin dai primi mesi di vita, consulenze logopediche e momenti di sostegno psico-pedagogico, individuale e di gruppo.

L’obiettivo è accompagnare i bambini nella crescita e, allo stesso tempo, rafforzare le competenze genitoriali, creando una rete di supporto capace di contrastare le disuguaglianze educative che spesso colpiscono le aree interne.

A raccontare la storia e il valore di questo presidio educativo è Stefania Pedretti, vicepresidente e coordinatrice dei servizi all’infanzia della cooperativa Fraternità Impronta.

Un presidio contro la povertà educativa

In territori come l’Alta Valle Trompia, la mancanza di servizi per l’infanzia non è solo una difficoltà pratica. Può diventare un fattore che aumenta le distanze sociali, limita le possibilità delle famiglie e priva i bambini di esperienze fondamentali nei primi anni di vita.

Per questo la Stella di Marcheno è così importante: perché offre opportunità educative di qualità, accessibili e vicine. Qui educazione significa relazione, ascolto, cura e fiducia. Significa costruire un ambiente in cui ogni bambino possa sentirsi accolto e valorizzato, e ogni genitore possa trovare un sostegno concreto nel proprio ruolo.

Una realtà che si racconta attraverso le persone

La visita di Anna Valle, al fianco di Mission Bambini nella campagna dedicata alle Stelle, ha restituito con autenticità il senso profondo di questo luogo.

Seduta accanto ai bambini, in dialogo con le educatrici, ha potuto osservare da vicino la quotidianità del nido: fatta di piccoli gesti, routine rassicuranti, attività educative e relazioni significative.

Non un evento straordinario, ma la vita vera di un presidio educativo che ogni giorno costruisce crescita e futuro. Una realtà resa possibile dall’impegno di educatrici e professionisti che, con passione e competenza, rendono Il Sentiero Incantato molto più di un servizio: una comunità educante.

Una Stella che illumina il territorio

Essere una Stella Mission Bambini significa far parte di una rete nazionale che lavora per contrastare la povertà educativa lì dove è più radicata, portando opportunità nei territori e accanto alle famiglie.

A Marcheno, questo impegno prende forma ogni giorno: nei giochi, nelle letture, nei laboratori, nei colloqui con i genitori, nei primi passi dei bambini e nella cura di chi li accompagna.

La Stella di Marcheno dimostra che anche nei territori più piccoli e periferici è possibile costruire grandi opportunità. Basta crederci, investire nelle persone e continuare a esserci, ogni giorno.

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