A Dodoma, in Tanzania, sei bambini hanno ricevuto una nuova possibilità di futuro

#cuore di bimbi, #salute

Una missione per curare, formare e costruire continuità

Dal 24 al 30 maggio 2026, nell’ambito del programma Cuore di bimbi, siamo stati a Dodoma, in Tanzania, per una missione operatoria presso il Benjamin Mkapa Hospital.

In pochi giorni, grazie al lavoro congiunto tra l’équipe sanitaria italiana e il personale medico locale, 33 bambini sono stati sottoposti a screening cardiologico e 6 bambini con gravi cardiopatie congenite sono stati operati con esito positivo.

Dietro questi numeri ci sono bambini, famiglie, viaggi spesso lunghi e faticosi, attese, paure e una speranza concreta: quella di poter accedere a cure specialistiche che, in molti contesti, non sono ancora facilmente disponibili.

Un ospedale di riferimento per milioni di persone

Il Benjamin Mkapa Hospital è una struttura sanitaria di grande importanza per il territorio: serve un bacino di utenza molto ampio, stimato in circa otto milioni di persone.

Eppure, al momento, l’ospedale non dispone di un reparto di cardiochirurgia pediatrica pienamente operativo. I professionisti presenti si occupano prevalentemente di pazienti adulti e gli interventi sui bambini dipendono ancora in larga parte dal supporto di équipe internazionali specializzate.

È in questo contesto che si inserisce il lavoro di Mission Bambini: non solo portare cure salvavita ai bambini che ne hanno urgente bisogno, ma contribuire a rafforzare le competenze locali, affinché nel tempo sempre più bambini possano essere curati vicino a casa.

Accanto ai bambini, prima e dopo l’intervento

Le attività cliniche sono iniziate con gli screening cardiologici, fondamentali per valutare le condizioni dei bambini e individuare i casi da operare.

Nei giorni successivi, l’équipe sanitaria volontaria proveniente dall’Ospedale Regina Margherita di Torino ha lavorato in sala operatoria insieme ai colleghi tanzaniani, condividendo competenze, procedure e responsabilità.

Ogni intervento ha richiesto attenzione, coordinamento e un lavoro di squadra costante: dai cardiologi agli anestesisti, dagli infermieri ai perfusionisti, fino al personale della terapia intensiva, impegnato nella delicata fase post-operatoria.

Al termine della missione, tutti i bambini operati erano stati liberati dalla ventilazione meccanica e avevano iniziato il percorso di recupero previsto.

La cura non finisce in sala operatoria

Una missione come questa non si misura soltanto dal numero di interventi realizzati.

Il suo valore più profondo sta anche in ciò che resta dopo: competenze condivise, relazioni professionali rafforzate, maggiore fiducia tra le équipe e nuove possibilità di crescita per il personale locale.

Durante la settimana, medici, infermieri, anestesisti, cardiologi e perfusionisti del Benjamin Mkapa Hospital hanno lavorato fianco a fianco con l’équipe italiana, mostrando grande motivazione, disponibilità e desiderio di apprendere, anche di fronte a criticità importanti legate alla scarsità di materiali, alla carenza di apparecchiature pediatriche dedicate e alla necessità di rafforzare l’area della terapia intensiva.

 

Un passo importante verso una maggiore autonomia

Uno dei momenti più significativi della missione è stato il coinvolgimento diretto di un chirurgo cardiotoracico locale in uno degli interventi, affiancato dal dottor Carlo Pace Napoleone, cardiochirurgo volontario di Mission Bambini.

È stato un passaggio importante, perché racconta in modo concreto il senso del programma Cuore di bimbi: intervenire oggi per salvare vite, ma allo stesso tempo costruire le condizioni perché domani le cure possano essere sempre più accessibili, stabili e sostenibili.

La presenza dell’équipe internazionale diventa così un’occasione di formazione sul campo, in cui ogni intervento è anche un momento di scambio, apprendimento e crescita condivisa.

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