Categoria: Rete Learn
LEARN: nasce la rete internazionale di Mission Bambini per offrire opportunità educative
La rete, composta da 15 organizzazioni nel mondo, nasce per rafforzare la risposta educativa alle crisi umanitarie e alle disuguaglianze che escludono milioni di bambini dalla scuola
Nel mondo oltre 251 milioni di bambini e ragazzi non frequentano la scuola a causa di conflitti armati, migrazioni forzate, crisi umanitarie prolungate e discriminazioni strutturali legate a genere, etnia e religione.
È proprio per rispondere a questa crisi globale che Mission Bambini annuncia il lancio di LEARN, una nuova rete di collaborazione internazionale che riunisce 15 organizzazioni attive in Europa, Africa, Asia e America Latina, impegnate a offrire l’opportunità educative ai bambini più vulnerabili anche nei contesti segnati da emergenze e instabilità.
LEARN nasce dall’esperienza maturata negli anni da Mission Bambini e dai suoi partner locali che, radicati nei contesti più fragili, hanno sviluppato competenze specifiche nella lettura dei bisogni reali delle comunità. L’obiettivo della rete è costruire una visione condivisa e strutturata, per rispondere alle emergenze umanitarie che compromettono l’accesso all’istruzione — come guerre e sfollamenti forzati — ma anche alle barriere strutturali che, persino in contesti non segnati da conflitti, continuano a escludere milioni di bambini dai percorsi educativi.
Un’attenzione specifica è rivolta all’istruzione delle bambine e delle ragazze, tra le più penalizzate nei contesti di crisi.
«Oggi evolviamo da un insieme di partner a una rete globale coordinata», spiega Stefano Oltolini, Direttore Generale di Mission Bambini. «LEARN nasce per condividere competenze, rafforzare le capacità locali e costruire una risposta comune, per garantire che nessun bambino venga lasciato indietro, indipendentemente da dove sia nato o dalle crisi che deve affrontare».
Nel suo primo anno di attività, la rete LEARN si concentrerà su tre principali interventi. Il primo è il sostegno all’istruzione in contesti di emergenza e post-emergenza, per garantire continuità educativa ai bambini colpiti da crisi umanitarie. Il secondo riguarda il capacity building, attraverso la formazione e lo scambio di conoscenze tra le organizzazioni della rete, valorizzando l’esperienza maturata nei diversi Paesi. Il terzo asse è la sensibilizzazione globale, con campagne coordinate per riportare l’istruzione al centro dell’agenda internazionale.
LE VOCI DEI PARTNER DI LEARN
Sharana – Social and Development Organisation – Pondicherry, India
«Sharana entra in questa partnership come partner di programma di lunga data, portando la propria esperienza sul campo e rimanendo al tempo stesso impegnata nell’apprendimento, nell’adattamento e nella crescita continua del proprio team e delle proprie competenze. Metteremo a disposizione e condivideremo i nostri punti di forza, laddove rilevanti, e resteremo aperti ad approfondire la nostra comprensione in ambiti che possono andare oltre i nostri consueti contesti o aree geografiche. Questa collaborazione riflette la nostra convinzione condivisa di lavorare con umiltà, rispetto e una forte attenzione ai bisogni delle comunità, insieme a Mission Bambini.»
Vandana Shah, Operations Director
Brothers of Jesus the Good Shepherd – Mabilloni, Tanzania
«Siamo tutti creati per il bene degli altri. Per questo, troviamo il tempo per gli altri nella nostra vita. Siamo ciò che siamo oggi perché, nella nostra vita, qualcuno, da qualche parte, è stato presente per tenerci per mano e renderci ciò che siamo oggi. Cerchiamo anche noi, nella nostra vita, di essere un ponte che permetta agli altri di attraversare in sicurezza.»
Br. Valerian McHome
Casa dos Sonhos – Paraiba, Brasile
«L’educazione non trasforma il mondo. L’educazione trasforma le persone. Le persone trasformano il mondo.»
(Paulo Freire, Brasile)
Suor Judith Gòmez
Give a Child Hope – Kitanga, Uganda
«La scuola St. Clelia si trova nell’estremo sud-ovest dell’Uganda. Questa è la parte più popolata del paese, dove le persone sono povere e non hanno un impiego regolare. La maggior parte delle persone riesce a sopravvivere con un solo pasto al giorno. Pochissimi bambini frequentano la scuola perché i genitori non possono permettersi di pagare le rette. Grazie al supporto di Mission Bambini, la nostra scuola è in grado di fornire un’istruzione di qualità ai bambini vulnerabili e ora può competere con quelli delle scuole urbane.
Infine, permettetemi di ringraziare ancora una volta Mission Bambini per questo nuovo programma che ci unirà attraverso un’esperienza condivisa.
Che Dio vi benedica.»
Padre Marius
Il sogno di Lino Swapon: educare i Dalit in Bangladesh
Qualche giorno fa abbiamo avuto il piacere di accogliere nella nostra sede Lino Swapon, partner di Mission Bambini per i progetti di educazione dei bambini Dalit in Bangladesh. La sua testimonianza è stata un potente esempio di come un singolo sogno possa trasformarsi in un cambiamento collettivo.



Dalit: una condizione di invisibilità
“Swapon” in bengalese significa “sogno”. E in quel nome c’è già tutta la storia di Lino.
Fin da bambino, Lino ha custodito nel cuore il sogno di un futuro diverso: non solo per sé, ma per migliaia di bambine e bambini Dalit, nati schiacciati dal peso di una casta che li voleva invisibili. Appartenente alla comunità Dalit, i “fuoricasta” del Bangladesh, Lino Swapon ha sperimentato da subito cosa significhi vivere senza diritti, senza voce, senza un banco di scuola su cui sedersi.
Nel suo villaggio, solo 3 bambini Dalit su 750 avevano accesso all’istruzione: un segno inequivocabile di discriminazione di casta. Quei tre erano tutti maschi, un’ulteriore barriera dettata dal fatto che le bambine venivano ritenute ancor meno meritevoli di un’istruzione.
Eppure, nonostante tutto, Lino ha scelto di resistere. Fin da giovanissimo ha lottato contro ogni ostacolo, con una forza d’animo rara anche tra gli adulti, già da ragazzino ha preso una decisione importante: credere nei propri sogni.
Il primo seme di cambiamento
Quando era ancora un ragazzo, Lino ha avuto un’idea: ha raccolto 50 canne di bambù insieme agli altri due suoi compagni Dalit: con quelle ha costruito una piccola aula nel suo villaggio, dove al pomeriggio insegnava agli altri bambini fuoricasta, preparandoli così al passaggio alla scuola governativa. Quel gesto di solidarietà ha segnato l’inizio di un’idea rivoluzionaria: l’istruzione come strumento di libertà per chi è “schiacciato”.
Con pochi mezzi e tanta determinazione, 3 bambini piantarono il primo seme del cambiamento: l’idea che l’educazione potesse essere un diritto di tutti, anche di chi, da sempre, era stato messo ai margini, escluso.
L’aiuto di Padre Lupi e il sogno italiano
Un incontro fondamentale è stato quello con Padre Lupi, missionario italiano che ha sostenuto Lino nel pagamento del suo primo esame scolastico e lo ha incoraggiato a proseguire gli studi, nonostante la sua famiglia lo avesse allontanato di casa a soli 12 anni per aver rifiutato un matrimonio. Grazie a questo sostegno, Lino ha avuto la possibilità di studiare in Italia, vicino Como, conseguendo una laurea in tecniche di laboratorio.
Ritorno in Bangladesh e nascita di Dalit NGO




Nel 1998 Lino è tornato in Bangladesh con un obiettivo chiaro: riprodurre in muratura la scuola di bambù del suo villaggio e dare vita a Dalit NGO. Oggi l’organizzazione supporta oltre 10.000 bambini, gestisce 75 scuole e ha realizzato un ospedale, con un’attenzione particolare alle bambine, le più vulnerabili alle violenze e ai matrimoni forzati. Grazie a queste attività e al dialogo con le istituzioni, la scolarizzazione nella comunità Dalit è salita al 35%.
Il Bangladesh è uno dei paesi più a rischio per i cambiamenti climatici, con inondazioni periodiche che colpiscono in particolare le aree dove vivono i Dalit, privi di infrastrutture adeguate. Mission Bambini è al fianco di Lino dal 2012, sostenendo programmi che garantiscono non solo l’accesso alla scuola, ma anche il supporto legale alle famiglie e l’alfabetizzazione delle mamme, per spezzare il ciclo di discriminazione.
Un sogno che ci chiama all’azione
Come ci ha ricordato Lino:
“Tutti insieme, uniti, possiamo fare davvero la differenza per migliaia di bambini e bambine, anche in contesti culturalmente lontani come il Bangladesh.”
Anche tu puoi aiutare a realizzare questo sogno collettivo: sostieni i progetti di educazione in Bangladesh e regala una possibilità di futuro ai bambini e alle bambine Dalit.
Uganda: da un bisogno urgente a nuove latrine sicure
Come la generosità di tanti ha trasformato la vita di oltre 970 bambini a Kitanga
Fino a poco tempo fa, alla scuola St. Clelia di Kitanga, in Uganda, oltre 970 alunni condividevano appena 20 latrine: baracche in lamiera, lontane dalla scuola e pericolose, soprattutto di notte.
Per i bambini e le bambine, uscire per andare in bagno significava affrontare il buio, la paura e spesso… rinunciare. Non era raro che si facessero i bisogni addosso per il timore di allontanarsi da soli.
Oggi, grazie alla generosità di tanti donatori, le nuove latrine in muratura sono una realtà. Strutture sicure, vicine alla scuola, costruite per garantire igiene, dignità e tutela della salute.
Questo intervento ha un impatto concreto.




Significa ridurre il rischio di malattie infettive e intestinali, causate da condizioni igieniche precarie. In passato, queste patologie hanno portato molti bambini a soffrire e ad assentarsi per giorni dalle lezioni. Ora, invece, possono vivere e studiare in un ambiente più sano, protetto e rispettoso dei loro bisogni fondamentali.
🎥 Abbiamo documentato questo cambiamento in corso con un breve video, realizzato durante l’ultima visita al progetto.
Attraverso le immagini e gli sguardi dei bambini e delle bambine è possibile cogliere la portata di ciò che è stato realizzato. Quello che abbiamo costruito insieme è molto più di un blocco di nuove latrine sicure: è un passo avanti per la salute, l’istruzione e la dignità dei bambini e delle bambine di Kitanga.
La dignità comincia da qui: da un bagno sicuro, da una scuola accogliente, da chi sceglie di non voltarsi dall’altra parte.
Thailandia: volontari in missione
A giugno, i volontari Dino e Roberto sono partiti in missione per la Thailandia, in particolare sul nostro progetto Children of the Forest a Sangkhlaburi.
Sono stati giorni ricchi di emozioni per i nostri volontari, che hanno portato sorrisi e svolto tante attività con i bimbi: dal giardinaggio ai giochi di società, dalla preparazione della cena fino alla realizzazione di marmellate di frutta. Dino e Roberto hanno anche dato lezioni di inglese, partecipato a feste di compleanno e raccolto foto e disegni da condividere con i nostri donatori. Grazie a loro, ogni giorno è stato speciale e ha reso i bambini ancora più felici.
Tra i tanti bimbi che alloggiano a Children of the Forest, oggi vi raccontiamo – tramite le parole di Roberto – la giornata di Gasawa.
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Una giornata con Gasawa
Gasawa è una bambina di 10 anni. Frequenta da poco la scuola del nostro partner «Children of the Forest» a Sangkhlaburi, una zona di confine meta di famiglie rifugiate provenienti dal Myanmar.
È arrivata in Thailandia nel 2022; lei e la sorella maggiore di 21 anni vivono con gli zii, che hanno tre bambini piccoli. Abitano a Sampanrai, un villaggio distante circa un’ora a piedi da Sangkhlaburi. Il padre e la madre di Gasawa lavorano e vivono a Kanchanaburi, una città a circa 2 ore e mezzo di auto e, proprio a causa della distanza, Gasawa li vede saltuariamente.
La sua giornata comincia molto presto. Si alza alle 5:30 del mattino, alle 6 esce di casa e dopo un’ora di cammino nella foresta arriva sulla strada statale dove passa a prenderla il pullmino della scuola. Alle 7:45 arriva in classe.
Al mattino le lezioni si svolgono dalle 8 alle 11:30, al termine delle quali ogni alunno si reca alla mensa per pranzare.

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Dopo una pausa, le lezioni proseguono quindi fino alle 15:30. Alle 16 i pullmini riaccompagnano i bambini verso i loro alloggi; Gasawa viene lasciata dove inizia il sentiero che la porterà a casa, dove arriva alle 17 dopo circa un’altra ora di cammino.
Lì trova i cuginetti ad aspettarla; appena arriva si toglie la divisa della scuola e si occupa di loro. Di solito aiuta anche in cucina e va a prendere l’acqua al fiume lì vicino.
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Gasawa è una ragazzina molto volenterosa e le piace frequentare la scuola di Children of the Forest. Quando le è stato chiesto cosa volesse fare da grande, ha risposto: «La principessa!»
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Roberto, Dino e tutti noi di Mission Bambini ci auguriamo che continui a studiare e che riesca a realizzare tutti i suoi sogni.
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Anche tu puoi partire in missione con noi, o svolgere tante altre attività di volontariato con i bambini: