In ogni missione di Cuore di bimbi, accanto ai nostri medici, c’è un compagno speciale: l’Orso del Coraggio. Piccolo, morbido e sempre sorridente, questo orsetto non è un semplice peluche. È una presenza che accompagna le nostre équipe negli ospedali di diversi Paesi del mondo, entrando in reparto insieme ai medici e restando accanto ai bambini e alle bambine durante visite, attese e interventi.
Non fa rumore, non indossa camici nè sostituisce terapie o operazioni, ma il suo ruolo è prezioso. Ovunque arrivi, infatti, l’Orso del Coraggio porta con sé un messaggio potente che può far davvero bene al cuore: “non sei solo, c’è qualcuno accanto a te.”
Un gesto di affetto che si prende cura delle emozioni
Se i nostri medici si prendono cura del cuore dal punto di vista clinico, medico, operando con cura e gesti attenti, l’Orso del Coraggio si prende cura di ciò che quel piccolo cuore sente. Accoglie la paura prima di entrare in sala operatoria, consola nei momenti di incertezza, rende meno fredda l’attesa di una diagnosi o un intervento.
In un contesto ospedaliero che può intimorire, soprattutto nei contesti estremamente fragili del mondo dove operiamo, diventa un punto di riferimento, qualcosa da stringere forte quando le emozioni sono difficili da spiegare. Per molti bambini può essere il primo sorriso in una stanza sconosciuta, un piccolo compagno che trasforma un momento complesso in qualcosa di un po’ più affrontabile.
Dall’Italia all’Africa: le prime tappe
Il viaggio dell’Orso del Coraggio è partito dall’Italia per arrivare in Uganda, a Kampala. Qui, presso il Mulago Hospital, ha accompagnato i nostri medici volontari durante interventi complessi per salvare la vita di bambini con cardiopatie congenite. Tra una visita e un’operazione, è passato di braccio in braccio, diventando parte di quei giorni intensi fatti di attesa, speranza e competenza.
Poco dopo è ripartito, questa volta verso l’Eritrea. Insieme a 18 professionisti sanitari, ha “incontrato” 25 bambini e bambine da operare e oltre 220 che hanno ricevuto una visita cardiologica. Ogni tappa è stata fatta di mani intrecciate, sguardi pieni di fiducia, sorrisi timidi che piano piano si aprono.
A maggio il suo viaggio lo ha riportato in Uganda per una missione di screening: oltre 600 bambini sono stati visitati, molti per la prima volta nella loro vita.
Per ciascuno di loro, l’orso è stato un piccolo punto fermo in un momento di grande incertezza, un filo rosso che lega tutte le nostre missioni.
Un viaggio che attraversa non solo Paesi, ma continenti
A fine novembre l’Orso del Coraggio ha preso un aereo per raggiungere il Nepal. Dopo sei ore di viaggio in pullman, è arrivato nel distretto rurale di Tanahu, dove ha incontrato 3.247 bambini e bambine in attesa di una visita. Un numero che racconta quanto sia urgente intercettare i bisogni sanitari prima che diventino emergenze e quanto sia importante essere presenti anche nei contesti più isolati.
Dall’Asia il viaggio è proseguito fino all’Uzbekistan, dove l’orso ha seguito una formazione sull’utilizzo del macchinario salvavita ECMO insieme ai professionisti sanitari locali. Perché il nostro impegno non è solo intervenire nell’immediato, ma lasciare competenze, strumenti e autonomia, affinché la cura possa continuare nel tempo.
L’Orso del Coraggio continua il suo cammino, attraversando confini e culture, ricordando a ogni bambino che la cura è anche presenza.
E il suo viaggio non si ferma qui. Nuove missioni sono già in programma e presto tornerà a riempire valigie, salire su aerei, attraversare reparti e stringere nuove mani. Perché finché ci sarà un bambino che ha bisogno di cure e di rassicurazione, l’Orso del Coraggio sarà pronto a partire ancora.
“La Stella Mission è un luogo dove l’educazione si intreccia alla cura, dove le famiglie trovano sostegno e i piccoli scoprono che possono sognare in grande. È la prova che la solidarietà, quando diventa concreta, può cambiare davvero la vita delle persone.”
Nunzia Schiano, attrice e testimonial storica di Mission Bambini
Contesto
In Italia, circa un milione di bambini e ragazzi vive in condizioni di povertà educativa. Una condizione che spesso inizia molto presto e si consolida nel tempo. Le difficoltà di accesso ai servizi per la prima infanzia, la mancanza di opportunità educative continuative e il rischio di dispersione scolastica contribuiscono a creare divari che, anno dopo anno, diventano sempre più difficili da colmare.
Già nei primi anni di vita, non tutti i bambini partono dalle stesse condizioni. Nella fascia 0–3 anni, l’offerta di servizi educativi è ancora insufficiente rispetto ai bisogni delle famiglie e fortemente disomogenea sul territorio. Con la crescita, queste disuguaglianze iniziali tendono a riflettersi nei percorsi scolastici: difficoltà di apprendimento, fragilità relazionali e, nei casi più complessi, l’uscita precoce dal sistema di istruzione. Oggi, in Italia, uno studente su dieci tra i 18 e i 24 anni abbandona gli studi prima del conseguimento di un titolo.
Il nostro impegno
Da questa consapevolezza che prende forma la rete delle Stelle Mission Bambini, promossa da Mission Bambini. Una risposta che nasce dall’esperienza sul campo e dall’osservazione di un bisogno chiaro: per contrastare la povertà educativa non bastano interventi isolati, ma è necessario accompagnare bambini e ragazzi lungo più fasi della crescita, con punti di riferimento educativi stabili nel tempo.
«Quando mancano servizi nei primi anni e punti di riferimento educativi stabili negli anni successivi, le disuguaglianze tendono ad accumularsi», dichiara Stefano Oltolini, Direttore Generale di Mission Bambini. «Per questo lavoriamo in modo continuativo, insieme a scuole e partner del territorio: l’obiettivo è intercettare i bisogni presto e accompagnare bambini e ragazzi nel tempo, non solo intervenire quando la difficoltà è già diventata emergenza».
Le Stelle Mission Bambini nascono proprio come presìdi educativi di prossimità, costruiti insieme a partner locali che conoscono a fondo i contesti in cui operano. In questi spazi, l’educazione diventa un percorso quotidiano: attività educative, supporto allo studio e accompagnamento alle famiglie si integrano per rafforzare le opportunità di crescita nei contesti più fragili.
La Rete Stelle Mission Bambini
Oggi la rete è attiva in 15 città italiane, tra cui Roma, Milano, Napoli, Bari e Catania, con 27 Stelle Mission Bambini operative. Attraverso i programmi educativi collegati alla rete, nell’ultimo anno scolastico sono stati coinvolti oltre 8.000 bambini e ragazzi in tutta Italia.
«Dietro ogni numero c’è una storia concreta: famiglie che non trovano posto al nido, bambini che faticano a recuperare competenze di base, adolescenti che rischiano di interrompere il proprio percorso», conclude Stefano Oltolini. «Le Stelle Mission Bambini nascono dall’esperienza maturata in anni di lavoro sul territorio e dalla collaborazione con realtà locali che conoscono bisogni e risorse delle comunità. È questo che rende efficace un intervento: continuità, prossimità e alleanze educative solide, perché nessun bambino o ragazzo resti senza opportunità proprio nei passaggi decisivi della crescita».
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