Educare, innovare, sostenere. Ricerche e strumenti per la prima infanzia.
Il 13 novembre, dalle 17.00 alle 18.30, si è tenuto il webinar
“Educare, innovare, sostenere: ricerche e strumenti per la prima infanzia”,
un momento di confronto dedicato a fondazioni, enti del Terzo Settore e professionisti dell’educazione.
Durante l’incontro è stato presentato il Toolkit pedagogico di Mission Bambini, realizzato insieme al Centro di Ricerca sulle Relazioni Interculturali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Il Toolkit è il risultato di un percorso di ricerca e consulenza triennale volto a costruire una cornice pedagogica condivisa e a sviluppare strumenti pratici per migliorare la qualità educativa nei servizi 0–6 anni.
Il webinar è stato anche anche l’occasione per riflettere sul tema della sostenibilità delle organizzazioni partner, un altro ambito di lavoro che Mission Bambini porta avanti da tempo per rafforzare le competenze, le reti e le capacità delle realtà impegnate nell’educazione dei più piccoli.
Sfoglia il Toolkit pedagogico qui sotto e scopri come questo percorso vuole promuovere innovazione, collaborazione e crescita all’interno della rete dell’Area Infanzia di Mission Bambini:
La missione Cuore di bimbi è tornata in Uzbekistan: per offrire cure e futuro ai bambini cardiopatici.
A dieci anni dall’ultima missione a Tashkent, Mission Bambini è tornata in Uzbekistan con il Programma Cuore di bimbi, per restituire speranza e futuro ai bambini affetti da cardiopatie congenite.
Dal 16 al 23 novembre 2025, il nostro team medico ha lavorato al National Medical Children’s Center di Tashkent, l’unico ospedale pubblico del Paese specializzato in cardiopatie infantili.
Questa missione, nata in risposta a un’esigenza urgente segnalata dall’ospedale uzbeko, è stata resa possibile anche dal sostegno determinante di Regione Lombardia, che ha scelto di affiancarci in un intervento di forte valore sanitario e formativo.

Il contributo della Regione, insieme alla generosità dei tanti donatori, ha permesso di raggiungere un obiettivo fondamentale: formare il personale locale all’utilizzo del macchinario ECMO, una tecnologia decisiva per garantire maggiori possibilità di sopravvivenza ai piccoli pazienti più fragili.
✈️ Siamo tornati, dopo diversi anni, in Uzbekistan


Dieci anni fa, a Tashkent, i medici volontari di Mission Bambini avevano lavorato a fianco a fianco con i colleghi uzbeki per salvare centinaia di bambini nati con gravi cardiopatie.
Quando l’ospedale locale è diventato autonomo, avevamo lasciato una realtà capace di camminare da sola.
Oggi, dopo questo nuovo viaggio, siamo tornati in quella terra con lo stesso impegno e lo stesso cuore, per offrire ancora una volta una possibilità di vita a chi ne ha più bisogno.
🩺 Cos’è l’ECMO e perché è così importante


L’ECMO (ExtraCorporeal Membrane Oxygenation) è una macchina complessa che permette di ossigenare il sangue e sostenere le funzioni vitali dei bambini operati al cuore, nel delicato periodo post-operatorio.
È una tecnologia indispensabile per affrontare i casi più critici ma, al National Medical Children’s Center, non veniva ancora utilizzata nonostante fosse già presente in ospedale.
Per renderla operativa erano necessari due elementi fondamentali:
- materiali monouso specifici, necessari al funzionamento del macchinario;
- formazione specializzata per il personale medico locale.
Il team partito per questa missione questa volta è stato internazionale: sei professionisti sanitari, alcuni di loro dal Southern University Hospital, ente formativo accreditato. Il loro obiettivo era chiaro: trasferire competenze, affiancare i medici uzbeki, e garantire che sempre più bambini possano accedere a cure avanzate come l’ECMO.
Dall’appello di febbraio alla missione compiuta ♥️

A febbraio avevamo lanciato un appello per rendere possibile questa missione.
Grazie alla risposta generosa di tanti sostenitori, oggi possiamo dire che ce l’abbiamo fatta.
Quella che allora era solo una speranza si è trasformata in azione concreta.
Grazie al contributo di chi ci sostiene, l’ECMO potrà tornare a funzionare e i medici di Tashkent avranno finalmente gli strumenti per dire “sì” ai bambini che finora non potevano essere operati.
Ogni missione di Cuore di Bimbi nasce dalla rete di persone che scelgono di stare accanto ai più fragili.
Formare, curare, condividere competenze: è così che il bene continua a moltiplicarsi, da un cuore all’altro.
Grazie a chi ha reso possibile questa nuova pagina di vita. 💙
Uniti per il cuore: i volontari Mission Bambini protagonisti di una giornata speciale
Il 27 settembre, nella suggestiva Villa Torretta di Sesto San Giovanni (MI), oltre cento volontari di Mission Bambini si sono incontrati per il 19° Incontro Nazionale dei Volontari dal titolo Uniti per il cuore.
È stata una giornata di condivisione, riflessione e gratitudine. Le persone arrivate da tutta Italia hanno portato con sé storie diverse, ma unite dallo stesso desiderio: donare tempo e cuore ai bambini più vulnerabili.
L’atmosfera è stata subito di festa. I volti si sono riconosciuti, gli abbracci hanno riempito la sala e la voglia di stare insieme ha riportato al centro ciò che davvero conta: la forza della comunità.
Educare guardando all’altro
Il pomeriggio è iniziato con un momento di approfondimento sul tema dell’educazione guidato da Chiara Zani, pedagogista e formatrice della Fondazione.
Il tema, “La dimensione educativa dello sguardo” , ha ricordato quanto l’educazione sia prima di tutto relazione.
Ogni bambino, infatti, cresce se trova accoglienza, ascolto e fiducia.
Durante l’attività, sono intervenuti due volontari, rientrati da poco da un’esperienza di volontariato in Uganda, che hanno condiviso la loro esperienza diretta, portando testimonianze sul loro impegno quotidiano nelle scuole e nei progetti locali.
I partecipanti sono stati coinvolti in piccole attività, sia individuali che di gruppo, che hanno permesso di sperimentare in prima persona le tematiche affrontate. Ad esempio, è stato chiesto loro di ritrarre il proprio vicino o di scrivere una breve riflessione. Al termine di ogni attività, è seguito un confronto molto vivace e partecipato tra tutti i volontari e la relatrice, che ha permesso di condividere impressioni, osservazioni e nuove idee. L’incontro ha così sottolineato l’importanza di costruire percorsi educativi inclusivi, senza lasciare indietro nessuno.
Questo momento di confronto ha rafforzato l’idea che educare significa creare legami. Significa esserci, anche quando le difficoltà sembrano grandi.
È così che si genera un cambiamento reale, capace di far crescere non solo i bambini ma anche chi li accompagna.
Cuore di bimbi: l’impegno che unisce
Nella seconda parte della giornata, l’attenzione si è spostata sul programma Cuore di bimbi, dedicato ai piccoli nati con malformazioni cardiache.
L’incontro “Uniti per il cuore” ha dato voce a medici, volontari e famiglie che ogni anno contribuiscono a salvare centinaia di bambini.
Il racconto è iniziato con la storia di Happy Poline, una bambina arrivata dall’Uganda per essere operata in Italia.
Le parole lette da Alessandra De Luca, nostra volontaria e speaker, durante un breve reading, hanno commosso tutti i presenti.
Poi sono intervenuti i professionisti del programma, tra cui Stefano Marianeschi, direttore scientifico, Simona Marcora, cardiologa e Carlo Pace, cardiochirurgo.
Hanno spiegato quanto sia forte il legame tra le missioni chirurgiche e l’impegno di chi resta in Italia a sostenere i progetti.
Ogni viaggio, ogni intervento e ogni cura rappresentano una testimonianza di solidarietà concreta.
Le storie di chi trasforma il dolore in speranza
Tra le testimonianze più sentite, quelle di tre volontarie Ambassador: Silvia Guggiari, Federica Pirone e Marina Capocelli.
Silvia e Federica, mamme di bambine cardiopatiche, hanno raccontato come il dolore possa trasformarsi in forza e sostegno per altre famiglie.
Marina, invece, ha condiviso il suo impegno nell’accoglienza dei piccoli pazienti del programma Cuore di bimbi.
Le loro parole hanno ricordato che ogni gesto, anche il più semplice, può cambiare la vita di qualcuno.
Uno sguardo al futuro: Casa Cuore di bimbi
La serata ha offerto anche un momento di speranza concreta.
È stato infatti presentato Casa Cuore di bimbi, la nuova struttura in costruzione presso l’Ospedale Niguarda di Milano.
Accoglierà gratuitamente i genitori dei bambini ricoverati, offrendo loro vicinanza e conforto nei momenti più difficili.
Inoltre, la campagna “Dona un battito”, promossa insieme a Fondazione Mediolanum, continuerà a sostenere nuove missioni operatorie.
Ogni donazione diventa così un battito in più per la vita di tanti piccoli pazienti.

Un grande cuore che batte da 25 anni – Il cuore che fa battere tutto
«Uniti per il cuore non è stato solo un evento,» ha dichiarato Margherita Castellan, Responsabile dell’Area Volontariato.
«È stata un’occasione per riconoscersi parte di una stessa missione e rinnovare l’impegno verso i bambini più vulnerabili.»
Anche il Direttore Generale Stefano Oltolini ha ricordato l’importanza dei volontari:
«Senza di loro Mission Bambini non sarebbe quello che è oggi. Ogni gesto e ogni ora donata fanno la differenza e rendono concreto il nostro sogno: garantire cure e istruzione a chi ne ha più bisogno.»
La giornata si è conclusa con un grande flash mob. Tutti i partecipanti si sono riuniti per formare un cuore, simbolo della forza che unisce la comunità Mission Bambini.
Un gesto semplice ma potente, che racchiude venticinque anni di impegno, amore e speranza.
Guarda la gallery della giornata
Perché ti attivi? Raccontalo con la ricerca di Italia non profit
Dietro ogni azione solidale, dietro ogni click, c’è sempre un motivo profondo: la causa in cui credi, la voglia di dare una mano nel tuo quartiere, il desiderio di essere vicino a chi ha più bisogno.
Oggi le persone partecipano in tanti modi diversi: c’è chi firma una petizione, chi partecipa a una raccolta fondi, chi dedica tempo come volontario, chi utilizza i social per far sentire la propria voce. Tutte queste forme di partecipazione hanno un valore enorme, ma spesso non vengono raccontate abbastanza.
Per questo Mission Bambini ha deciso di aderire con entusiasmo alla prima ricerca nazionale promossa da Italia non profit sulla partecipazione e l’attivismo online e offline. Abbiamo iniziato condividendo il questionario con la nostra rete di volontari, ma vogliamo coinvolgere anche tutti gli amici e sostenitori che ci accompagnano nel nostro impegno quotidiano per i bambini.

L’obiettivo della ricerca è semplice ma importante: capire come e perché le persone scelgono di attivarsi, cosa le motiva e in che modo le organizzazioni come la nostra possono sostenerle meglio. Le risposte raccolte non saranno solo dati: diventeranno strumenti preziosi per rendere il volontariato e la partecipazione ancora più efficaci e accessibili.
Compilare il questionario richiede pochi minuti, ma il tuo contributo può davvero fare la differenza per il futuro del non profit in Italia.
Mi attivo per….
L’ultima ricerca sui Lasciti solidali: un gesto che cresce, nonostante le paure del presente
Secondo l’ultima ricerca condotta dal Comitato Testamento Solidale insieme a Walden Lab e VITA, i lasciti testamentari in Italia sono aumentati del 12% tra il 2020 e il 2024. Un segnale che racconta come, anche nei momenti più difficili, la generosità degli italiani continui a guardare al futuro.
Un’Italia che non smette di credere nella solidarietà
Viviamo tempi complessi, segnati da guerre, crisi climatiche e incertezze economiche. Eppure, in mezzo a queste difficoltà, tanti italiani scelgono di lasciare un segno concreto di speranza: un lascito solidale.
La ricerca, presentata a Roma in occasione della Giornata Internazionale del Lascito Solidale del 13 settembre, ci racconta un fenomeno in crescita, ma anche le paure che oggi frenano molti. La percentuale di chi pensa di inserire un lascito nel proprio testamento è scesa dal 18% al 15%, mentre cresce il timore di togliere qualcosa ai propri cari.
Eppure, la verità è un’altra: la legge tutela sempre la quota destinata agli eredi, e il lascito riguarda solo la parte “disponibile” del patrimonio.
Come ricorda Flavia Fiocchi, Consigliere nazionale del Notariato:
“Non serve avere grandi patrimoni. Anche un piccolo gesto può trasformarsi in un grande atto di amore verso le generazioni future, senza intaccare i diritti dei propri familiari.”
I dati delle organizzazioni: un aiuto che conta sempre di più
Per le organizzazioni non profit, i lasciti rappresentano un sostegno concreto che trasforma la generosità di oggi in opportunità per domani.
Negli ultimi cinque anni:
- la quota di ONP che hanno ricevuto almeno un lascito è salita dal 61% al 77%;
- il peso dei lasciti nelle raccolte fondi è quasi raddoppiato, dall’8% al 14%;
- la maggior parte dei lasciti arriva in denaro o beni mobili, con grande fiducia lasciata alle associazioni per decidere come utilizzarli al meglio.
“Dal 2020 al 2024 i lasciti solidali sono cresciuti in maniera significativa – sottolinea Rossano Bartoli, Presidente della Lega del Filo d’Oro e Portavoce del Comitato –. Questo dimostra che gli italiani hanno capito quanto il proprio gesto possa diventare una scelta strategica per il futuro del non profit”.
Non solo grandi patrimoni: la forza dei piccoli gesti
Se è vero che le grandi organizzazioni stanno crescendo nella capacità di attrarre lasciti, la maggioranza delle donazioni arriva ancora da cittadini comuni. Non servono grandi ricchezze: un lascito può essere un bene, un oggetto caro, una piccola somma di denaro.
Quello che conta non è l’entità, ma il significato: lasciare un segno di sé che continui a fare del bene anche domani.
La cultura del lascito: un cammino da costruire insieme
Molte associazioni non hanno ancora avviato campagne di sensibilizzazione sui lasciti, soprattutto quelle più piccole. Mancano spesso risorse, figure dedicate e strumenti adeguati. Ma cresce la consapevolezza che parlare di lasciti significhi parlare di futuro, di fiducia, di un atto che unisce famiglia e solidarietà.
Guardare avanti con fiducia
Il 76% delle organizzazioni si aspetta un’ulteriore crescita dei lasciti nei prossimi anni. Le nuove generazioni di anziani sono più informate, più sensibili ai temi sociali e ambientali, e spesso hanno vissuto esperienze di volontariato.
Il futuro, quindi, nonostante le paure, porta con sé una certezza: la solidarietà continua a crescere, e il lascito solidale è una delle forme più forti per tenerla viva.
Vuoi saperne di più?
👉 Scarica la Guida ai Lasciti Solidali di Mission Bambini
Oppure contatta Chiara Parisi che sarà felice rispondere alle tue domande e darti le informazioni utili per fare un lascito in serenità.
Chiara Parisi – Responsabile lasciti testamentari di Mission Bambini
Email: chiara.parisi@missionbambini.org
Telefono: +39 366 7537063
Per il suo Compleanno, Giuseppe ha scelto il regalo più bello
Un aiuto per i bambini cardiopatici
Quando a Matteo, il nostro bambino, sono state diagnosticate due cardiopatie congenite, io e mia moglie Marta abbiamo vissuto mesi pieni di paura, incertezza e dolore. Nessun genitore è mai pronto ad affrontare una notizia così.
Grazie alla straordinaria professionalità dei medici dell’Ospedale Niguarda di Milano, Matteo è stato operato e oggi sta bene. Ogni suo sorriso, ogni suo respiro, è il dono più grande che potessimo ricevere.
Da quel momento, ogni occasione speciale — soprattutto il mio Compleanno — ha assunto un significato nuovo e profondo. Non riesco a smettere di pensare a tutti quei bambini, nati in contesti difficili, che non hanno la stessa possibilità di cura che Matteo ha avuto.
Per questo ho deciso di trasformare il mio Compleanno in un gesto d’amore: una raccolta fondi per il programma Cuore di Bimbi di Mission Bambini, che ha l’obiettivo di salvare la vita dei bambini cardiopatici dei Paesi più poveri.
Il mio desiderio è semplice, concreto: vorrei dare a un altro bambino malato di cuore la possibilità di ricevere cure salvavita e alla sua famiglia la stessa speranza che noi abbiamo avuto.
5 consigli utili per proteggere i bambini dal caldo
L’estate è la stagione che i bambini attendono con più entusiasmo: le scuole chiudono, le giornate si allungano e arriva finalmente il momento di giocare all’aperto, viaggiare in famiglia o semplicemente godersi il tempo libero. Che si scelga una vacanza al mare, una gita in montagna, il relax della campagna o si preferisca restare in città, l’importante è approfittare delle belle giornate… con attenzione.
Il sole e il caldo, infatti, sono compagni piacevoli ma possono anche diventare pericolosi, soprattutto per i più piccoli, che sono più sensibili agli sbalzi di temperatura e ai raggi UV. È fondamentale, quindi, conoscere alcune semplici ma efficaci regole per garantire ai bambini un’estate serena, divertente e sicura.
Per aiutarvi a godere al meglio di questo periodo dell’anno, abbiamo raccolto una lista di consigli pratici per proteggere i vostri figli dal sole e dal caldo, evitando scottature, colpi di calore e altri disagi tipici della stagione estiva.
1) L’idratazione prima di tutto!
Durante le calde giornate estive è fondamentale far bere spesso i bambini, anche quando non dichiarano di avere sete. La disidratazione può insorgere velocemente, soprattutto in presenza di gioco attivo o esposizione al sole. Quando fate una gita o trascorrete il pomeriggio in spiaggia, portate sempre con voi una bottiglietta d’acqua. Per la merenda scegliete frutta fresca e succhi naturali, evitando snack confezionati e merendine troppo zuccherate o salate.
2) No alle ore più calde
Evitate l’esposizione al sole tra le 11:00 e le 17:00, quando i raggi UV sono più intensi e la temperatura è più elevata. Iniziate l’esposizione solare in modo graduale, preferendo le ore del mattino presto o del tardo pomeriggio, in cui il sole è meno aggressivo e l’aria più fresca e piacevole.
3) Sì a vestiti in tessuti naturali
Vestite i vostri bambini con abiti leggeri in cotone o lino, materiali naturali che favoriscono la traspirazione. Meglio scegliere tinte chiare, che riflettono i raggi del sole, piuttosto che colori scuri che tendono ad attirare il calore.
4) Crema non ti temo
Mettere la crema solare può diventare un momento di lotta quotidiana, ma è una protezione indispensabile. La pelle dei bambini è molto delicata e va protetta con una crema ad alta protezione (SPF 50+), resistente all’acqua e da riapplicare ogni due ore circa, anche se si sta sotto l’ombrellone: il tessuto, infatti, non blocca completamente i raggi UV.
💡 Un piccolo trucco: trasformate l’applicazione della crema in un gioco! Lasciate che i bambini, sotto la vostra supervisione, manipolino il tubetto o si spalmino da soli la crema (e magari anche a voi!). Questo aiuta a rendere il momento meno noioso e più partecipativo, riducendo capricci e aumentando la consapevolezza della cura di sé.
5) Anche l’occhio vuole la sua parte
Non dimenticate di proteggere gli occhi con occhiali da sole certificati CE, studiati appositamente per i bambini: leggeri, resistenti e dotati di lenti che bloccano i raggi UV.
Inoltre, per evitare i colpi di calore, è sempre consigliato far indossare ai più piccoli un cappellino con visiera, soprattutto nelle ore centrali della giornata o durante le passeggiate al sole.
Per ulteriori approfondimenti e materiali informativi, ti invitiamo a consultare il sito del Ministero della Salute
Il cuore di un bambino si ascolta prima ancora che nasca
La Dott.ssa Nadia Assanta è specialista in cardiologia pediatrica con anni di esperienza nella diagnosi e nel trattamento delle malformazioni cardiache congenite. Collabora attivamente con il programma “Cuore di bimbi” di Mission Bambini, contribuendo a offrire una possibilità concreta di vita a tanti bambini affetti da gravi patologie cardiache.
La sua missione è chiara: ascoltare il cuore dei bambini, anche quando è grande appena un centimetro.
“Il tema delle cardiopatie infantili mi è particolarmente caro, anche perché collaboro da tempo con Mission Bambini, che da oltre vent’anni salva migliaia di bambini in tutto il mondo grazie al programma “Cuore di bimbi“. Purtroppo, alcune cardiopatie non si sviluppano con il tempo o in seguito a malattie, ma sono malformazioni congenite, presenti sin dalle primissime fasi della vita intrauterina.
Durante la gravidanza, può capitare che venga consigliato di eseguire un ecocardiogramma fetale. Si tratta di un’esame ecografico non invasivo, utile per studiare l’anatomia, la funzione e il ritmo del cuore del feto.
Generalmente, il cuore viene valutato già durante la cosiddetta ecografia morfologica, che si effettua intorno alla 20ª settimana. Ma se emerge anche solo un sospetto, è fondamentale ripetere l’esame con un cardiologo pediatrico esperto.

In alcune situazioni, anche senza segni evidenti, l’ecocardiogramma fetale è fortemente indicato: ad esempio, in caso di familiarità per cardiopatie congenite, malattie materne, assunzione di farmaci particolari, anomalie riscontrate nel feto o gravidanze ottenute tramite fecondazione assistita.
Va detto però che non sempre è semplice ottenere immagini chiare: la piccola dimensione del cuore fetale (circa 1 cm), il peso corporeo della mamma, la posizione del feto o la quantità di liquido amniotico possono rendere l’esame più complesso. A volte quindi è necessario ripeterlo per avere informazioni più complete. Il periodo ideale per effettuare questa indagine va dalla 18ª alla 22ª settimana di gestazione.
L’ecocardiogramma fetale è uno strumento preziosissimo: ci permette di diagnosticare le cardiopatie congenite più gravi e di organizzare in anticipo il parto nel centro più adatto, con la presenza di specialisti pronti a intervenire fin dai primi istanti di vita. Questo fa davvero la differenza.
Inoltre, grazie a questa metodica possiamo anche individuare e trattare eventuali aritmie fetali, somministrando alla mamma farmaci antiaritmici che arrivano al feto attraverso la placenta, migliorando la sua condizione già prima della nascita.
Ogni cuore merita ascolto, soprattutto quando è così piccolo. E oggi, grazie alla diagnosi prenatale e alla collaborazione tra ginecologi, cardiologi e cardiochirurghi, possiamo garantire una speranza concreta di vita a tanti bambini.”
Donazioni in memoria e lasciti testamentari: 25 anni di solidarietà per i bambini
Mission Bambini festeggia 25 anni di attività, un cammino reso possibile anche grazie a tanti gesti d’amore nati nel ricordo di persone speciali. Familiari e amici hanno trasformato il dolore della perdita in speranza concreta, scegliendo di fare delle donazioni in memoria o di destinare dei lasciti testamentari a favore dei bambini più vulnerabili.
Perché scegliere una donazione in memoria
Una donazione in memoria è un modo delicato e significativo per:
- celebrare la vita di chi non c’è più;
- far sì che il ricordo diventi futuro, trasformandosi in opportunità di crescita.
- offrire a bambini in difficoltà istruzione, cure e protezione;
In 25 anni oltre 1.500 donazioni commemorative hanno garantito progetti educativi e sanitari in 75 Paesi.
Storie di generosità che cambiano il mondo
Ci piacerebbe ricordare queste persone e questi donatori uno a uno, ma sono tanti e non è purtroppo possibile.
Ci viene subito in mente però Enrico, una delle primissime donazioni in memoria con la quale abbiamo dato vita a una vera e propria scuola, a N’Garigne, in Senegal. Una scuola che porta tuttora il suo nome: école Visconti e che offre a centinaia di ragazzi un’istruzione di qualità e la possibilità di ricevere ogni giorno un pasto completo.
In memora di Floriana invece sono state attivate numerose adozioni a distanza, il modo più efficace per dare reale continuità a un sostegno. Dopo tanti anni tutt’ora questi sostegni regolari garantiscono la speranza di un futuro per tante bambine e bambini.
L’animo buono di Marco ha continuato a fare del Bene anche dopo la sua prematura scomparsa e, grazie ai suoi famigliari. Il suo amore per i bambini è arrivato fino in Kenya, a Bomet, dove, per ricordarlo, è stato realizzato un nuovo dormitorio per i bambini.
Poi c’è il lascito di Bianca, una signora gentile che ha voluto dare il suo aiuto dove c’era più bisogno e soprattutto per i bambini, forse i figli che non aveva mai avuto.
E ancora la palestra del centro di Qiqajon a Milano, ristrutturata grazie alla donazione di Angela e Donato, in memoria del figlio Riccardo. Uno spazio nuovo e accogliente per le attività sportive e ricreative, un punto di riferimento per bambini e ragazzi del quartiere.
Infine, più recentemente, pensiamo al giovane Ricky, a soli 15 anni il suo cuore improvvisamente ha smesso di battere. Nel suo ricordo il papà Marco ha attivato una raccolta fondi straordinaria che ha sostenuto il progetto Cuore di bimbi, salvando tanti piccoli cuori. Marco stesso ha volato con noi fino in Nepal per conoscere i bimbi aiutati e le loro famiglie.
Come puoi contribuire oggi
- Donazione in memoria: dedica un gesto d’amore a chi ami.
- Lascito testamentario: pianifica ora il tuo aiuto per le generazioni future.
- Adozione a distanza: garantisci continuità di sostegno con una quota mensile.
Scopri tutte le modalità di donazione e scarica la guida ai lasciti sul nostro sito.
Ogni contributo, grande o piccolo, si trasforma in sorrisi e opportunità per i bambini di tutto il mondo.
Contatti
Chiara Parisi – Responsabile donazioni in memoria e lasciti testamentari
Email: chiara.parisi@missionbambini.org
Telefono: +39 366 7537063
«QuindiCiSiamo»: al via la seconda edizione per salvare 30 bambini.
Torna la campagna di solidarietà «QuindiCiSiamo», nella sua seconda edizione, promossa da Marco Galbiati in memoria del figlio Riccardo, scomparso improvvisamente a soli 15 anni. Dopo il grande successo della prima edizione, che ha permesso di salvare 94 bambini cardiopatici, quest’anno l’obiettivo è quello di sostenere tre missioni operatorie pediatriche (In Nepal, Uganda e Zambia) e dare una speranza di vita ad almeno 30 bambini che vivono in contesti dove le cure non sono accessibili.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione con Fondazione Mission Bambini e l’Associazione «Il tuo cuore, la mia stella», fondata da Marco Galbiati.
Un cuore che continua a battere

«Ogni bambino salvato è un pezzetto di Riccardo che continua a vivere», racconta Marco. «Questa campagna è il mio modo per trasformare il dolore in qualcosa che fa bene agli altri. È il suo cuore che continua a battere, in quello dei bambini che possiamo aiutare».
Queste parole racchiudono il senso più profondo del progetto: trasformare una perdita in un gesto di amore e speranza. Già nella prima edizione, la campagna aveva raccolto oltre 140mila euro, permettendo interventi salvavita in diverse aree del mondo.
Tre nuove missioni per portare speranza
Grazie al programma «Cuore di bimbi» di Mission Bambini, attivo da oltre 20 anni nei contesti più fragili, la campagna sosterrà tre missioni chirurgiche pediatriche. Oltre a operare i bambini, le missioni prevedono anche la formazione dei medici locali, per costruire un futuro più solido e garantire cure durature.
«Una missione salvavita costa in media 25mila euro: comprende viaggio, permanenza dell’équipe di medici volontari, materiali sanitari e organizzazione logistica», spiega Stefano Oltolini, Direttore Generale di Mission Bambini. «La raccolta fondi promossa da Marco è preziosissima: significa dare una possibilità concreta di vita a bambini che, altrimenti, non avrebbero alcuna speranza».
Un impegno che continua
Il sostegno di Marco Galbiati non si è mai fermato. Nel 2024 ha contribuito alla ristrutturazione di «Casa Cuore di bimbi», la struttura che accoglie le famiglie dei piccoli pazienti cardiopatici in cura a Milano, presso l’Ospedale Niguarda.
Oggi, con la seconda edizione di «QuindiCiSiamo», Marco rinnova il suo impegno perché il ricordo di Riccardo continui a significare vita e futuro.
