Il sogno di Lino Swapon: educare i Dalit in Bangladesh

#rete learn

Qualche giorno fa abbiamo avuto il piacere di accogliere nella nostra sede Lino Swapon, partner di Mission Bambini per i progetti di educazione dei bambini Dalit in Bangladesh. La sua testimonianza è stata un potente esempio di come un singolo sogno possa trasformarsi in un cambiamento collettivo.

Dalit: una condizione di invisibilità

“Swapon” in bengalese significa “sogno”. E in quel nome c’è già tutta la storia di Lino.

Fin da bambino, Lino ha custodito nel cuore il sogno di un futuro diverso: non solo per sé, ma per migliaia di bambine e bambini Dalit, nati schiacciati dal peso di una casta che li voleva invisibili. Appartenente alla comunità Dalit, i “fuoricasta” del Bangladesh, Lino Swapon ha sperimentato da subito cosa significhi vivere senza diritti, senza voce, senza un banco di scuola su cui sedersi.

Nel suo villaggio, solo 3 bambini Dalit su 750 avevano accesso all’istruzione: un segno inequivocabile di discriminazione di casta. Quei tre erano tutti maschi, un’ulteriore barriera dettata dal fatto che le bambine venivano ritenute ancor meno meritevoli di un’istruzione.

Eppure, nonostante tutto, Lino ha scelto di resistere. Fin da giovanissimo ha lottato contro ogni ostacolo, con una forza d’animo rara anche tra gli adulti, già da ragazzino ha preso una decisione importante: credere nei propri sogni.

Il primo seme di cambiamento

Quando era ancora un ragazzo, Lino ha avuto un’idea: ha raccolto 50 canne di bambù insieme agli altri due suoi compagni Dalit: con quelle ha costruito una piccola aula nel suo villaggio, dove al pomeriggio insegnava agli altri bambini fuoricasta, preparandoli così al passaggio alla scuola governativa. Quel gesto di solidarietà ha segnato l’inizio di un’idea rivoluzionaria: l’istruzione come strumento di libertà per chi è “schiacciato”.

Con pochi mezzi e tanta determinazione, 3 bambini piantarono il primo seme del cambiamento: l’idea che l’educazione potesse essere un diritto di tutti, anche di chi, da sempre, era stato messo ai margini, escluso.

L’aiuto di Padre Lupi e il sogno italiano

Un incontro fondamentale è stato quello con Padre Lupi, missionario italiano che ha sostenuto Lino nel pagamento del suo primo esame scolastico e lo ha incoraggiato a proseguire gli studi, nonostante la sua famiglia lo avesse allontanato di casa a soli 12 anni per aver rifiutato un matrimonio. Grazie a questo sostegno, Lino ha avuto la possibilità di studiare in Italia, vicino Como, conseguendo una laurea in tecniche di laboratorio.

Ritorno in Bangladesh e nascita di Dalit NGO

Nel 1998 Lino è tornato in Bangladesh con un obiettivo chiaro: riprodurre in muratura la scuola di bambù del suo villaggio e dare vita a Dalit NGO. Oggi l’organizzazione supporta oltre 10.000 bambini, gestisce 75 scuole e ha realizzato un ospedale, con un’attenzione particolare alle bambine, le più vulnerabili alle violenze e ai matrimoni forzati. Grazie a queste attività e al dialogo con le istituzioni, la scolarizzazione nella comunità Dalit è salita al 35%.

Il Bangladesh è uno dei paesi più a rischio per i cambiamenti climatici, con inondazioni periodiche che colpiscono in particolare le aree dove vivono i Dalit, privi di infrastrutture adeguate. Mission Bambini è al fianco di Lino dal 2012, sostenendo programmi che garantiscono non solo l’accesso alla scuola, ma anche il supporto legale alle famiglie e l’alfabetizzazione delle mamme, per spezzare il ciclo di discriminazione.

Un sogno che ci chiama all’azione

Come ci ha ricordato Lino:

“Tutti insieme, uniti, possiamo fare davvero la differenza per migliaia di bambini e bambine, anche in contesti culturalmente lontani come il Bangladesh.”

Anche tu puoi aiutare a realizzare questo sogno collettivo: sostieni i progetti di educazione in Bangladesh e regala una possibilità di futuro ai bambini e alle bambine Dalit.

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Uganda: da un bisogno urgente a nuove latrine sicure

#rete learn

Come la generosità di tanti ha trasformato la vita di oltre 970 bambini a Kitanga

Fino a poco tempo fa, alla scuola St. Clelia di Kitanga, in Uganda, oltre 970 alunni condividevano appena 20 latrine: baracche in lamiera, lontane dalla scuola e pericolose, soprattutto di notte.

Per i bambini e le bambine, uscire per andare in bagno significava affrontare il buio, la paura e spesso… rinunciare. Non era raro che si facessero i bisogni addosso per il timore di allontanarsi da soli.

Oggi, grazie alla generosità di tanti donatori, le nuove latrine in muratura sono una realtà. Strutture sicure, vicine alla scuola, costruite per garantire igiene, dignità e tutela della salute.

Questo intervento ha un impatto concreto.    

                                                 

Significa ridurre il rischio di malattie infettive e intestinali, causate da condizioni igieniche precarie. In passato, queste patologie hanno portato molti bambini a soffrire e ad assentarsi per giorni dalle lezioni. Ora, invece, possono vivere e studiare in un ambiente più sano, protetto e rispettoso dei loro bisogni fondamentali.

🎥 Abbiamo documentato questo cambiamento in corso con un breve video, realizzato durante l’ultima visita al progetto.

Attraverso le immagini e gli sguardi dei bambini e delle bambine è possibile cogliere la portata di ciò che è stato realizzato. Quello che abbiamo costruito insieme è molto più di un blocco di nuove latrine sicure: è un passo avanti per la salute, l’istruzione e la dignità dei bambini e delle bambine di Kitanga.

La dignità comincia da qui: da un bagno sicuro, da una scuola accogliente, da chi sceglie di non voltarsi dall’altra parte.

È online il Bilancio Sociale 2024 di Mission Bambini

Insieme, ogni anno, per non lasciare indietro nessun bambino.

Il Bilancio 2024 della Fondazione Mission Bambini è ora disponibile online: un documento che racconta in modo trasparente e dettagliato il nostro impegno quotidiano per i bambini più vulnerabili, in Italia e nel mondo.

Nel corso del 2024, grazie al vostro supporto, abbiamo raggiunto traguardi importanti:

  • 80 bambini operati al cuore grazie al progetto Cuore di bimbi, che ha regalato loro una seconda possibilità di vita.

  • La nascita di Casa Cuore di bimbi, uno spazio sicuro e accogliente per le famiglie durante la degenza ospedaliera dei figli, realizzato in collaborazione con l’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano.

  • Progetti educativi in Italia e all’estero per combattere la dispersione scolastica e accompagnare bambini e ragazzi nel loro percorso di crescita e apprendimento.

Con lo sguardo rivolto al futuro

Un orizzonte chiaro, fare di Mission Bambini una delle principali realtà a livello nazionale e internazionale per la difesa dei diritti dell’infanzia.
Per raggiungere questo traguardo:

  • Rafforzeremo la comunicazione e la raccolta fondi, anche a livello internazionale.

  • Valorizzeremo le storie delle persone che animano la Fondazione – come i medici volontari – e coinvolgeremo testimonial capaci di ispirare e mobilitare.

  • Rivedremo i progetti con i nostri partner per garantirne la massima efficacia.

  • Investiremo in innovazione e intelligenza artificiale per migliorare i processi.

  • Continueremo a puntare sulle persone, creando un ambiente di lavoro positivo e coeso.

Crescere in modo sostenibile sarà la nostra guida: più risorse ai progetti, sempre meno costi di struttura.

Perché sappiamo che dietro ogni numero che aumenta, c’è la storia di un bambino aiutato in più. E dietro ogni progetto, ci sono tantissime persone: donatori, volontari, aziende partner e amici che credono in un futuro in cui ogni bambino possa crescere sano, felice e con pari opportunità.

Scopri il Bilancio 2024 e leggi l’intero racconto di un anno di impegno e risultati concreti:

Pubblicato il 24 giugno 2025

A Goffredo Modena il Premio “Io Sono una Persona per Bene

Un riconoscimento alla forza gentile di chi ha scelto di cambiare il mondo, un bambino alla volta

Giovedì 19 giugno 2025, alle 16.00, in uno dei luoghi simbolo della città – l’aula Belvedere al 39° piano di Palazzo Lombardia – Goffredo Modena, fondatore e presidente di Mission Bambini, riceverà il Premio “Io Sono una Persona per Bene”. A conferirglielo sarà Sauro Pellerucci, ideatore del premio e promotore dell’omonima associazione.

Un riconoscimento che va ben oltre il gesto formale: è un atto di gratitudine e di stima verso una persona che ha fatto della sua vita un esempio di responsabilità, visione e umanità.

Goffredo Modena è stato ingegnere, imprenditore, volontario e oggi è soprattutto un filantropo con lo sguardo rivolto ai più fragili. Dal 2000 – anno in cui ha dato vita a Mission Bambini – ha scelto di mettere le sue competenze e la sua energia al servizio dell’infanzia, promuovendo un’azione concreta, trasparente e condivisa.

Un cammino fatto di visione e coerenza

«Con questo premio – ha dichiarato Sauro Pellerucci – vogliamo rendere onore a chi dimostra ogni giorno che si può essere persone per bene, non per retorica, ma per scelta. L’ingegner Modena è la prova vivente che la competenza, se orientata al bene comune, può davvero cambiare il mondo».

Ed è proprio ciò che Mission Bambini fa da 25 anni. La Fondazione oggi gestisce circa 4,5 milioni di euro di donazioni all’anno, grazie a una rete di oltre 15.000 donatori, in gran parte persone comuni, che credono nel valore di un aiuto sincero. Ma la forza dell’organizzazione sta anche nella sua capacità di coinvolgere il mondo aziendale in percorsi di co-progettazione, valutazione e impatto condiviso.

Un aiuto concreto, dalla salute all’educazione

Tra i progetti più significativi della Fondazione c’è Cuore di Bimbi, che ha permesso di realizzare oltre 2.700 interventi chirurgici salvavita su bambini con cardiopatie congenite, nei contesti più svantaggiati del mondo. Un risultato reso possibile grazie all’impegno di medici volontari e alla formazione di professionisti locali.

Ma l’impegno di Mission Bambini non si ferma lì. La Fondazione è attiva anche in Italia, per contrastare la povertà educativa: sostiene l’accesso agli asili nido, accompagna la crescita di bambini e ragazzi dai 6 ai 16 anni, e proprio in questi mesi ha avviato Casa Cuore di Bimbi, uno spazio di accoglienza all’interno dell’Ospedale Niguarda di Milano, pensato per le mamme dei piccoli pazienti.

Un premio che parla a tutti noi

Il Premio “Io Sono una Persona per Bene” nasce per dare visibilità a storie autentiche. Persone che ogni giorno scelgono la coerenza, l’etica, la gentilezza concreta. Negli anni, è stato assegnato a figure del mondo sociale, culturale e civile come Elisabetta Soglio, Bruno Pizzul, Brunello Cucinelli, Mogol, Gaia Tortora in memoria del padre Enzo, Toquinho e molti altri.

Quest’anno il riconoscimento va a Goffredo Modena, una persona per bene non per definizione, ma per scelta. Una scelta che, da 25 anni, è anche la nostra.

Inaugurata la mostra fotografica per i 20 anni di Cuore di bimbi all’Ospedale Niguarda di Milano

Il 17 giugno 2025, all’Ospedale Niguarda di Milano è stata inaugurata la mostra fotografica che celebra i 20 anni di Cuore di bimbi. Il programma di Mission Bambini dedicato alla cura delle cardiopatie congenite nei bambini.

La mostra, ospitata negli spazi dell’ospedale, racconta con 20 scatti significativi il lungo e intenso percorso di questo progetto. Le immagini sono raccolte nel corso degli anni nei Paesi in via di sviluppo e in Italia da fotografi e fotografe che hanno accompagnato le missioni sanitarie della Fondazione. Ogni fotografia dà voce a una storia: bambini e bambine che hanno potuto guardare al futuro grazie all’impegno condiviso di medici, infermieri, volontari e sostenitori.

Una testimonianza che scalda il cuore

Durante l’inaugurazione, ha preso la parola anche Francesca Crescentini, in arte Tegamini, che da tempo sostiene Mission Bambini. Con voce emozionata ha raccontato la storia di suo figlio Dario, operato al cuore proprio al Niguarda dal dottor Marianeschi. “Mi sento di dire salvatoha detto – perché senza quell’intervento, oggi non ci sarebbe un futuro da raccontare.” Dario oggi ha tre anni, sta bene, e sogna di guidare ruspe e trattori. “È diventato a tutti gli effetti un bambino con un domani davanti.

Francesca ha poi sottolineato quanto sia stato importante per lei rendere pubblica la propria esperienza: “La nostra è una storia a lieto fine. Ma potrebbe diventare la spinta per scrivere altri lieti fine, anche per bambini che vivono lontano, che hanno gli stessi diritti del mio.

Con grande sensibilità, ha parlato del silenzio delle terapie intensive, del valore delle voci dei medici, e di cosa significhi davvero “donare un pezzetto di futuro”. La sua presenza e il suo impegno ci ricordano che ogni storia raccontata può essere una luce per molti altri bambini.

Casa Cuore di bimbi: un nuovo spazio per le famiglie

La mostra si chiude con un momento altamente simbolico. Proprio in questa giornata, infatti, prendono ufficialmente il via i lavori per Casa Cuore di bimbi, il nuovo spazio all’interno dell’Ospedale Niguarda pensato per accogliere e sostenere le famiglie nel difficile percorso di cura dei loro figli. Uno spazio di ascolto, supporto e accompagnamento, in totale gratuità per tutte le famiglie in difficoltà e in piena continuità con i valori che da sempre guidano il nostro impegno.

Durante la giornata, si è tenuto anche un momento speciale: la consegna del primo assegno dell’accordo sottoscritto con l’Ospedale Niguarda, con i fondi raccolti per l’avvio dei lavori. Un gesto concreto e carico di significato, che ha sancito l’inizio ufficiale di questo sogno condiviso.

I primi lavori per Casa Cuore di bimbi sono già visibili: l’edificio è stato interamente ricoperto dal ponteggio e tutto è pronto per costruire non solo muri, ma legami e possibilità.

Con questa iniziativa, Mission Bambini rinnova il suo impegno al fianco dei bambini, delle loro famiglie e di chi ogni giorno lavora per offrire loro una seconda possibilità.

Banco dei Desideri 2025: settima edizione

#educazione italia, #eventi, #scuola

Il Banco dei Desideri: di cosa si tratta

In Italia 1,3 milioni di minorenni vivono in povertà assoluta: per loro abbiamo creato il “Banco dei Desideri”, per regalare colori, libri e giochi.

Venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 settembre vieni a trovarci nelle librerie Feltrinelli di tutta Italia (trova quella più vicina a te nella mappa qui sotto), e aggiungi ai tuoi acquisti articoli per la scuola, il gioco e la lettura per tutti i bambini che iniziano un nuovo anno scolastico. Distribuiremo i prodotti raccolti alle scuole e alle strutture per la prima infanzia della tua città. 

I prodotti raccolti durante le due giornate verranno distribuiti, rispettando il criterio della prossimità territoriale, a una rete di enti (organizzazioni non profit, asili, strutture per la prima infanzia e scuole) selezionati dalla nostra Fondazione in virtù del fatto che operano quotidianamente a favore di bambini e ragazzi in difficoltà.

Scegli che cosa donare tra i prodotti suggeriti per bambini e ragazzi da 3 a 14 anni:

  •  Cartoleria: quaderni, prodotti di cancelleria, colori;
  •  Giocattoli: educativi, di società, puzzle, costruzioni, bambole, peluche;
  •  Libri: libri gioco, raccolte di favole, atlanti, dizionari, narrativa per ragazzi.

Questi materiali, per un bambino che proviene da una famiglia in povertà, rappresentano finestre sul mondo, strumenti per costruire ponti verso un futuro più luminoso e scoprire il potere delle parole e l’infinito delle idee.

Ti aspettiamo quindi, per offrire a tutte le studentesse e a tutti gli studenti il back to school che meritano.

Stiamo cercando volontari per il Banco dei Desideri!

Se desideri metterti in gioco, accogliere i clienti, promuovere la raccolta e vivere un’esperienza di solidarietà concreta, contattaci. Potremo darti tutte le informazioni necessarie oltre che indicarti la libreria Feltrinelli più vicina alla tua zona di provenienza. Unisciti a noi per una giornata di solidarietà.

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Missione Uganda. Con noi anche Daria Bignardi

Un viaggio straordinario tra cura, dedizione e impegno. La nostra ultima missione in Uganda ha visto la presenza straordinaria sul campo del nostro Direttore Generale Stefano Oltolini, partito per vivere in prima persona l’esperienza accanto al team medico e ai bambini.
Con noi, anche Daria Bignardi, che ha scelto di raccontare questa esperienza sul campo: incontri e scambi con il team medico, la complessità degli interventi chirurgici che salvano la vita dei piccoli pazienti e la bellezza nell’essere circondata da migliaia di bambini che, giorno dopo giorno, costruiscono un futuro grazie all’istruzione.

Un grazie speciale va anche a Fondazione Mediolanum, nostro storico partner, e a Marco e Stefano Monetti per averci sostenuto in questa missione. 

❤️‍🩹 Nel cuore dell’Uganda: tra bisturi e fili di sutura si intesse la speranza

La missione Cuore di bimbi è partita con un obiettivo preciso: salvare la vita di 10 bambini affetti da gravi cardiopatie congenite. A Kampala, presso il Mulago Hospital, i nostri medici volontari hanno operato giorno dopo giorno con dedizione, professionalità e cuore.

“I nostri medici volontari tra poco entreranno in sala operatoria per eseguire il primo intervento a cuore aperto. Sono molto teso, ma anche pieno di fiducia” ha raccontato Stefano Oltolini il primo giorno, mentre assisteva alle fasi preparatorie del team medico prima degli interventi.

Ogni giorno, in base alla complessità dei casi, uno o due bambini venivano portati in sala operatoria. L’obiettivo era chiaro, ma il valore umano andava ben oltre i numeri.

📚 Kitanga: dove l’istruzione è una forma di cura

Dopo i primi giorni a Kampala, la missione è proseguita verso sud, a Kitanga, dove Mission Bambini da anni sostiene la St. Clelia School. Un luogo in cui l’istruzione cambia il destino di centinaia di bambini, in particolare tante bambine, attraverso programmi dedicati per prevenire l’abbandono scolastico precoce.

Ad accogliere il team, più di mille bambini in festa: sorrisi, canti e danze hanno reso l’arrivo un momento indimenticabile.

Anche in questa tappa la presenza di Daria Bignardi è stata preziosa. Le sue parole, registrate durante il viaggio, restituiscono con semplicità e forza l’essenza di questa esperienza:

Il racconto dal campo di Daria Bignardi

Una volta rientrata in Italia, Daria ha raccontato in maniera più estesa l’esperienza vissuta con noi.
Nel suo articolo pubblicato su Vanity Fair, che puoi leggere qui, ha condiviso emozioni, incontri e riflessioni con uno sguardo personale e toccante, testimoniando la bellezza e l’umanità profonda incontrate in missione.

« [I medici italiani] la sera in cui sono arrivati, sotto il diluvio tropicale, sono corsi all’ospedale per decidere le operazioni della mattina dopo. I medici locali, soprattutto le tostissime cardiologhe ugandesi, nonostante l’orario aspettavano i colleghi italiani per discutere i casi dei bimbi, mostrare le ecografie, stabilire le priorità.»

📈 Non numeri, ma vite: il bilancio della missione

Al termine della missione, 9 bambini sono stati operati con successo. Un numero leggermente inferiore al previsto, ma ogni intervento ha richiesto grande cura, preparazione e responsabilità.

“Per noi non sono numeri: sono vite. Sono cuori che ricominciano a battere, finalmente sani,” ha dichiarato Stefano Oltolini.

Anche a Kitanga, il futuro si costruisce giorno dopo giorno: vedere i bambini tra i banchi di scuola, pieni di entusiasmo e voglia di imparare, ci ha ricordato che la cura passa anche dall’istruzione.

♥️ Guardiamo avanti, insieme

La missione in Uganda si è conclusa, ma il nostro lavoro continua. Stiamo già preparando la prossima e, per poter salvare altri bambini, abbiamo bisogno del sostegno di chi crede, come noi, che ogni bambino meriti un futuro.

👉 Aiutaci a salvare altri bambini con una cardiopatia congenita

Ogni gesto conta. Ogni battito salvato è una vita che può ripartire.

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𝑇𝑢𝑡𝑡𝑒 𝑙𝑒 𝑓𝑜𝑡𝑜 𝑒 𝑖 𝑣𝑖𝑑𝑒𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑚𝑖𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑖 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑡𝑖 𝑑𝑎 𝑆𝑖𝑚𝑜𝑛𝑒 𝐷𝑢𝑟𝑎𝑛𝑡𝑒.

Happy Poline: la bambina che ha lottato per un intervento al cuore grazie a chi non si è arreso

Dall’Uganda all’Italia per un intervento al cuore: la storia di una piccola guerriera.    

Nella regione del Nord Uganda, in una famiglia poverissima della comunità acholi, una mamma porta la sua bambina in ospedale. Happy Poline, 11 mesi, ha un colorito bluastro e non cresce. La diagnosi è devastante: una grave malformazione cardiaca che, in Uganda, non può essere curata.

“Lascia perdere”, le dicono. Troppo complicato, troppo costoso, troppo rischioso.
Ma sua madre, con otto figli da accudire e nessuna risorsa, non lascia perdere.

Inizia così una catena di solidarietà e determinazione che attraversa il mondo. Il primo passo lo fa un medico italiano, il Dr. Squillaci, che lavora nell’ospedale di Kalongo e comprende la gravità della situazione. Contatta Fondazione Italia Uganda, che a sua volta si rivolge a Mission Bambini, sapendo della nostra esperienza nel trattamento delle cardiopatie infantili.

⌛ Una corsa contro il tempo

Happy Poline ha bisogno urgente di un intervento al cuore impossibile da realizzare nel suo paese. È il Dott. Stefano Marianeschi, responsabile della Cardiochirurgia pediatrica al Niguarda di Milano e direttore scientifico del nostro programma Cuore di bimbi, a proporre un’operazione in Italia. I rischi sono alti, ma le alternative non esistono.

Comincia una corsa contro il tempo: ottenere i documenti, affrontare le difficoltà logistiche, trovare un volo che accetti di imbarcare una bambina in condizioni critiche, superare ostacoli burocratici. Un primo tentativo fallisce. Ma nessuno lascia perdere.

Il 3 aprile, dopo oltre 30 ore di viaggio tra minivan e scali aerei, Happy Poline arriva a Milano con la sua mamma e una mediatrice culturale. Grazie alla Regione Lombardia, viene autorizzato l’intervento al cuore all’ospedale Niguarda.

🫂 Una rete di accoglienza

Nel pieno della Milano Design Week, trovare un alloggio è quasi impossibile. Ma grazie all’impegno dei colleghi e volontari di Mission Bambini, la mamma di Happy Poline trova accoglienza e sostegno quotidiano. C’è chi si alterna in ospedale, chi traduce, chi si occupa dei turni, chi porta una giacca più calda o una fetta di colomba a Pasqua.

“Quello che porto con me da questa esperienza è la consapevolezza che l’amore con cui ciascuno di noi sceglie di esserci, nel suo piccolo, può davvero fare la differenza.” Ci racconta Claudia, una delle nostre volontarie impegnate nell’accoglienza.

Il 7 aprile, Happy Poline entra in sala operatoria. L’intervento al cuore è tecnicamente riuscito, ma le condizioni restano critiche. I medici la tengono sotto osservazione, intubata. La tensione è altissima.

I giorni passano. Un primo tentativo di estubazione fallisce. Poi, finalmente, il 16 aprile, arriva il primo respiro da sola. È il suo undicesimo mese di vita: Happy Poline è sveglia, tra le braccia della mamma, che la stringe commossa.

♥️ Una piccola leonessa

I medici la chiamano “leonessa”. Nessun altro paziente, dicono, aveva mai reagito con tanta forza da un giorno all’altro. Il 18 aprile viene trasferita in pediatria, respira da sola, si nutre, gioca. A Pasqua assaggia la sua prima colomba, mentre i volontari di Mission Bambini le stanno accanto.

I controlli confermano i miglioramenti. Il 6 maggio, Happy Poline lascia l’ospedale Niguarda e nei giorni successivi torna in Uganda, dove la aspettano la sua famiglia e il suo villaggio. Sorride. Sta bene.

La tenacia di chi non ha lasciato perdere ha fatto la differenza

Questa non è solo la storia di una bambina salvata. È la storia di tante persone comuni – medici, volontari, operatori, sostenitori – che hanno scelto di non lasciar perdere. E che, insieme, hanno reso possibile ciò che sembrava impossibile. È la storia di collaborazione tra associazioni (Mission Bambini e Fondazione Italia Uganda) per un bene più grande: salvare la vita di una bambina.

Il grazie più grande va a tutti coloro che hanno scelto di esserci.
E a chi continuerà a farlo.

“Mi avete fatto sentire a casa.”
— Ci ha detto la mamma di Happy Poline, prima di ripartire per l’Uganda

Vuoi aiutare altri bambini come Happy Poline?

Con una donazione regolare al programma Cuore di bimbi puoi portare cure salvavita a tanti bambini con malformazioni cardiache, in Italia e nel mondo.

👉 Diventa sostenitore regolare di Cuore di bimbi

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Dietro le quinte: come nasce una missione Cuore di bimbi

Dietro ogni missione del programma Cuore di bimbi di Mission Bambini c’è un lungo e meticoloso lavoro di preparazione. A raccontarcelo è Guido Giambastiani, Project Manager del programma, che tra un viaggio e l’altro ci ha spiegato come vengono organizzate queste importanti missioni umanitarie.

La scelta delle aree di intervento

“Le aree in cui operare vengono individuate su indicazione del Direttore Scientifico, il Dottor Stefano Marianeschi, che instaura contatti con realtà sanitarie locali bisognose di supporto – ci racconta Guido.

Nel caso del Nepal, per esempio, il contatto è nato grazie alla collaborazione con l’associazione Save the Heart, che ha un forte legame con l’Italia. Il Presidente Anil Bhattarai, e il Segretario Generale Sher Rana, hanno entrambi vissuto in Italia e in particolare Anil si è formato presso ospedali universitari italiani. Inoltre, è stato beneficiario di una borsa di studio presso l’Iinternational Heart School, un ente formativo sostenuto da Mission Bambini, che ogni anno offre opportunità a un professionista sanitario specializzato in cardiologia”.

La complessità organizzativa

L’organizzazione di una missione Cuore di bimbi è un processo complesso che richiede un’attenta pianificazione e il coordinamento di numerosi aspetti. Lo staff di Mission Bambini si occupa di tutto, dalla gestione dei visti per il paese di destinazione alla preparazione del materiale medico, dai contatti con altre ONG locali e con l’Ambasciata d’Italia in loco alla pianificazione degli incontri sul campo. Ogni dettaglio è curato con estrema precisione per garantire il successo della missione.

Il team sanitario

Il personale sanitario coinvolto varia in base alle necessità dell’ospedale di destinazione.
“Nel caso del Nepal, la struttura ospedaliera è ben attrezzata dal punto di vista tecnologico, ma necessita di supporto nella gestione post-operatoria e nella terapia intensiva. – ci riferisce Guido.

Per questa missione in particolare il team era composto da un cardiochirurgo, una cardiologa, due anestesisti, due infermieri di terapia intensiva e un perfusionista. Tutti volontari e volontarie per Mission Bambini”.

Nel corso di un anno, infatti, circa 50 specialisti sanitari volontari partecipano alle missioni di Cuore di bimbi, per un totale di circa 80 partenze, considerando che alcuni e alcune di loro viaggiano addirittura più volte.

Guido Giambastiani (al centro) e il team sanitario durante una missione in Nepal nel 2024

Una speranza per i bambini

Ogni missione rappresenta una speranza concreta per i bambini affetti da gravi cardiopatie. Grazie a Cuore di bimbi, all’impegno di tante persone che rendono possibile tutto questo complesso sistema e alla generosità dei nostri donatori, centinaia di piccoli pazienti possono ricevere le cure necessarie.

Sostieni anche tu le nostre missioni

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Original Marines: un futuro da scrivere insieme

#aziende, #educazione italia, #infanzia

I bambini rappresentano il futuro: scegliere di agire per loro significa contribuire oggi a costruire il futuro di domani. Per questa ragione Original Marines, azienda leader nel settore dell’abbigliamento kidswear, promuove iniziative di valore in grado di sostenere i diritti dei più piccoli e fare concretamente la differenza.

L’iniziativa

Con una libera donazione all’interno di uno dei punti vendita Original Marines, dal 1 dicembre al 24 dicembre sarà possibile sostenere i progetti educativi di Mission Bambini in Italia.

Come? Grazie al contributo di ognuno, potremo rendere felici e sani tanti bambini e ragazzi nelle scuole, attraverso attività di:

  •  promozione dello sviluppo psico-fisico;
  •  potenziamento e innovazione dell’offerta didattica;
  •  prevenzione dell’abbandono scolastico.

Realizzeremo così le attività in scuole partner preventivamente selezionate, localizzate in contesti di forte povertà materiale ed educativa nelle città di Catania, Milano, Napoli e Roma.

La partnership

Original Marines ha scelto di essere al fianco di Mission Bambini e in particolare dei progetti educativi in Italia. L’impegno dell’azienda a favore della Fondazione continua anche quest’anno con contributi economici e iniziative concrete: come il volontariato d’impresa, attivando i dipendenti in attività come la riqualificazione degli edifici scolastici. Oltre all’impegno diretto dell’azienda, grazie all’ampia rete di negozi Original Marines su tutto il territorio italiano, anche i clienti avranno la possibilità di contribuire attivamente attraverso una libera donazione.

Goffredo Modena, Presidente di Mission Bambini, afferma: “Da oltre 20 anni il nostro impegno quotidiano è rivolto a bambine, bambini e famiglie che vivono nei contesti più difficili delle città italiane, dove povertà economica e povertà educativa si alimentano a vicenda. Il nostro obiettivo è offrire ai più piccoli la possibilità di uscire dall’emarginazione sociale, garantendo loro l’accesso a percorsi di istruzione ed educazione di qualità. Un grazie di cuore va quindi a Original Marines che ha scelto di essere al nostro fianco per offrire un aiuto concreto alle famiglie più vulnerabili”.