Il racconto di Souleymane: essere volontario è avere entusiasmo, affetto e attenzione

#educazione italia, #volontariato

Souleymane è arrivato in Italia dalla Guinea Bissau con un sogno: lavorare in campo sociale ed educativo. E dopo l’esperienza di volontariato nei nostri centri estivi non ha più dubbi: studierà duramente per continuare a restare, come noi, vicino ai bambini.

 

Diventare un volontario per i bambini: un arricchimento umano e culturale

Ci sono incontri che sembrano destinati ad accadere ed è stato proprio così con Souleymane, ragazzo guineense di 21 anni: tra i primi a essersi candidato per diventare volontario nei nostri centri estivi, dopo un primo colloquio molto positivo e la successiva formazione sul campo, il 13 luglio è partito per Moncalieri. Ad attenderlo un’esperienza – arricchente, formativa, intensa, emozionante – presso i servizi Estate Bimbi della ludoteca Casa Zoe e A come Ambiente del parco le Vallere, entrambi promossi dalla Cooperativa Sociale Educazione Progetto.

“Fin da subito mi sono trovato a mio agio e sono entrato in grande sintonia con tutti i bambini, gli educatori e gli operatori. La mia giornata iniziava alle 8.00 del mattino: che si trattasse di giocare a calcio, a un gioco in scatola o di colorare, l’importante era partecipare con grande entusiasmo, affetto e attenzione a ogni bisogno dei bimbi.”

 

 

Un’attitudine, questa, che ha portato Souleymane a dare (tanto) ai bambini, ma anche a ricevere (tanto) in cambio: ad esempio, un aspetto affascinante per lui è stato entrare in contatto con bimbi di differenti culture – italiana, asiatica, africana, sudamericana – e di conseguenza scoprire i loro modi diversi di giocare, imparare, fare.

E a proposito di origini differenti, la conoscenza della lingua araba ha permesso a Souleymane di ricoprire un ruolo da mediatore con i genitori di due bambine siriane: un ruolo che si è rivelato prezioso per gli educatori, ma anche e soprattutto per la famiglia dei bambini, perché l’ha fatta sentire accolta e tenuta in considerazione al pari di tutte le altre.

E che cosa dire poi della preparazione della pasta fresca?

“Già! L’attività che ho preferito in assoluto è stata preparare la pasta fresca al parco, insieme ai bambini: mi ha permesso di imparare qualcosa, tipico della cultura italiana, che non avevo mai fatto prima. E poi i bambini si sono divertiti tantissimo … e io con loro!”

 

Una passione che continua: dal centro estivo a un nuovo orizzonte professionale

Essere volontario per i bambini è stata una esperienza molto positiva per Souleymane: “sono molto felice di aver partecipato, perché ho imparato molto e sono sicuro che mi servirà per continuare a lavorare nel campo sociale ed educativo.”

Proprio così, dal volontariato nei nostri centri estivi è nato un rinnovato desiderio: “qualche mese prima del lockdown volevo iscrivermi a un corso per diventare operatore socio-sanitario, ma gli orari del lavoro come aiuto cuoco non mi permettevano di avere del tempo da dedicare agli studi. Alla fine del centro estivo ho invece deciso di provarci: di iscrivermi, di studiare duramente e di provare il test di ammissione.”

Nuove sfide educative: in diretta dal 29 settembre su Facebook

#educazione italia

Con 4 eventi live sulla nostra pagina Facebook affronteremo le nuove sfide educative poste dalla pandemia da COVID-19. Scopri il programma completo!

 

Il rientro a scuola tra novità e incertezze

Alla vigilia dell’anno scolastico 2020-2021 educatori, insegnanti, famiglie, servizi, scuole sono alle prese con nuovi interrogativi e nuove sfide: come garantire sostenibilità ai servizi per l’infanzia? Come riprogettare l’attività di asili e scuole? Quali nuove competenze sono richieste a chi educa?

Attraverso i nostri 4 incontri in diretta ogni martedì, alle 18.00, su Facebook cercheremo di trovare una risposta e delle possibili soluzioni, con l’aiuto di ospiti competenti, operatori e volontari della nostra Fondazione, beneficiari dei nostri servizi educativi e in collaborazione con il blog collettivo Le Nius.

 

29 settembre, ore 18.00
SCUOLA – Sospesa, trascurata, più che mai discussa. Cosa aspettarsi dalla nuova scuola?

La scuola è stata travolta dalla pandemia.
Com’è la situazione in questo anno appena ripartito?
Quali sono i nuovi bisogni e le possibili soluzioni?
Come evitare che a pagare le conseguenze siano gli alunni più fragili e i contesti più svantaggiati?
Quali le sfide del futuro?

Ne discutono
Amanda Ferrario, Dirigente tecnico Ministero dell’Istruzione
Sabina Banfi, Direttore servizi scolastici ed educativi Comune di Milano
Damien Lanfrey, Vice Direttore Future Education Modena
Elisabetta Nigris, Pedagogista Università di Milano Bicocca

Racconti dal campo
Eleonora Pipitone, Dirigente Scolastico ICS Borsellino-Ajello di Mazara del Vallo
Paola Panzani
, Docente di Scuola Primaria IC Marcello Candia di Milano
Alberto Barenghi, Responsabile Ufficio Progetti Mission Bambini

Modera
Fabio Colombo, Redazione lenius.it


6 ottobre, ore 18.00

SERVIZI PER L’INFANZIA – Come renderli sostenibili?

In Italia sono pochi e, con la pandemia, ancora più in difficoltà.
Alcuni non hanno più riaperto, altri non sanno se arriveranno a fine anno.
Al solito, a pagarne le conseguenze sono soprattutto le famiglie e i bambini più fragili.
Cosa si può fare?

Ne discutono
Giuliana Baldassarre, Docente SDA Bocconi – Area No Profit
Simona Rotondi, 
Vice Coordinatrice Attività Istituzionali Con i Bambini
Aldo Garbarini
, Presidente Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia, Gruppo CRC (Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza)
Massimo Arioli, Business Unit Director di Prénatal

Racconti dal campo
Stefania Guccione, Presidente Cooperativa Pueri di Palermo
Sonia Pedretti, Presidente Cooperativa Fraternità Impronta di Marcheno (BS)
Serena Sartirana, Ufficio Progetti Mission Bambini

Modera
Fabio Colombo, Redazione lenius.it


13 ottobre, ore 18.00

EDUCATORI E INSEGNANTI – Come cambia il lavoro educativo?

La pandemia ha stravolto tutte le relazioni, inclusa quella educativa: nuovi strumenti, nuovi tempi, nuovi setting, nuovi bisogni.
Cambia anche il mestiere di educare? Quali nuove competenze sono richieste a educatori e insegnanti in questo nuovo mondo?

Ne discutono
Eraldo Affinati, Scrittore e insegnante
Monica Guerra, Docente di Pedagogia dell’infanzia e Coordinamento dei servizi educativi Università di Milano Bicocca
Marco Martinetti, Formatore e consulente, Cooperativa Vedogiovane di Arona (NO)

Racconti dal campo
Manuel Gentile, Ricercatore CNR, partner progetto Stringhe di Mission Bambini
Raffaella Fuso, volontaria di Mission Bambini
Vincenzo Walsh, Ufficio Progetti Mission Bambini

Modera
Fabio Colombo, Redazione lenius.it


20 ottobre, ore 18.00

FAMIGLIE – Come supportare le loro capacità educative?

Il lockdown è stata un’esperienza totalizzante per molte famiglie, modificando l’organizzazione di spazi, tempi, attività di cura e di lavoro. Hanno messo in campo creatività e resilienza, ma non basta, soprattutto per chi già era in difficoltà. Quali conseguenze ha la pandemia sulle capacità educative delle famiglie? Che politiche si possono mettere in campo?

Ne discutono
Chiara Saraceno, Honorary fellow, Collegio Carlo Alberto di Torino, co-coordinatrice Alleanza per l’Infanzia
Alfredo Ferrante, Dirigente coordinatore del servizio “Promozione dei servizi per la famiglia, relazioni internazionali e comunitarie” del Dipartimento Politiche della Famiglia – Presidenza del Consiglio dei Ministri
Emma Ursich, Segretario generale Fondazione The Human Safety Net di Generali
Jolanda Restano, Co-founder FattoreMamma e Filastrocche.it

Racconti dal campo
Flavia Bernardi, Pedagogista, Cooperativa La Grande Casa, Sesto San Giovanni (MI)
Simona Lionetto, Sociologa e counselor professionista, Cooperativa Solidee (NA)
Alberto Barenghi
, Responsabile Ufficio Progetti Mission Bambini

Modera
Fabio Colombo, Redazione lenius.it

 

Credit foto: Diana Franceschin

Le nostre iniziative per accompagnare il rientro a scuola degli studenti

#covid-19, #educazione italia, #scuola

A settembre l’attenzione della nostra Fondazione è focalizzata sul ritorno a scuola degli studenti dopo l’emergenza COVID-19, con l’obiettivo di fornire strumenti per la didattica tradizionale e digitale, ma anche di formare educatori, insegnanti, famiglie.

 

Una matita Perpetua, per un aiuto duraturo

Quale strumento migliore della nostra matita Perpetua, per ridisegnare la scuola con attività e interventi che durino nel tempo?
Ecco allora che Perpetua dal 7 settembre 2020 è disponibile online con una donazione minima di 10 euro, con un aspetto del tutto inedito e sulla nostra nuova piattaforma attivati.missionbambini.org.

Nel fine settimana del 24 e 25 ottobre la nostra matita si sposterà anche nelle piazze italianeinsieme ai nostri volontari e in collaborazione con Fondazione Mediolanum.
Che il tuo sostegno avvenga online oppure durante il nostro evento di piazza, lascerà in ogni caso un segno: ci aiuterà infatti a donare strumenti per la didattica digitale agli studenti e a sostenere percorsi formativi per insegnanti e famiglie.

 

Con laFeltrinelli, per riempire un banco di desideri

Nel fine settimana del 19 e 20 settembre torneremo nelle librerie laFeltrinelli con la II edizione del “Banco dei Desideri”, un’iniziativa che ci permetterà di rispondere a quello che è il bisogno principale di tanti studenti fragili: poter tornare a scuola come i compagni, con tutto il necessario. E insieme potremo essere proprio noi a riempire il loro banco di articoli per la scuola, il gioco, la lettura.

 

La scuola in diretta: l’appuntamento su Facebook con i nostri talk show

In collaborazione con il blog collettivo Le Nius, di educazione e scuola in Italia parleremo anche sulla nostra pagina Facebook, con un ciclo di 4 dirette in forma di talk show, che avranno come protagonisti nostri partner, educatori, insegnanti, esperti e giornalisti. Al centro degli incontri, che prenderanno il via nella seconda metà di settembre e avranno cadenza settimanale, ci sarà una riflessione sui problemi e sulle possibili soluzioni alla nuova sfida educativa che famiglie, servizi per la prima infanzia e scuole si trovano a vivere dopo l’emergenza COVID-19.

Continua il nostro impegno per oltre 900 famiglie in difficoltà

#covid-19, #educazione italia, #infanzia, #volontariato

Sono 5 le attività che abbiamo pianificato durante il periodo estivo per non far mancare la nostra vicinanza ai bambini di 0-6 anni e alle loro famiglie in condizioni di disagio. Leggi la news e scoprile tutte!

 

Educativa domiciliare, all’aperto e digitale

Con la progressiva ripresa della socialità, e sempre nel rispetto delle norme del distanziamento sociale, abbiamo potuto avviare le due nuove attività di educativa domiciliare e all’aperto nelle molte città italiane, tra cui Milano, Napoli, Roma e Palermo, in cui siamo presenti da anni con i nostri progetti di sostegno all’infanzia.

Attraverso la rete di educatori domiciliari garantiamo, due volte alla settimana, a casa di 70 famiglie fragili, l’accompagnamento educativo dei bambini e un monitoraggio della loro condizione di salute, fisica e psicologica.
Con le attività educative all’aperto, che coinvolgono nel complesso 147 famiglie, diamo ai bambini la possibilità di fare sport e di ritrovare il contatto con educatori e amici. Al tempo stesso supportiamo l’apertura dei centri estivi con le azioni necessarie a rispettare le attuali linee guida (ad esempio, sanificazione delle aree, acquisto di materiali monouso per i laboratori, allestimento degli spazi, aumento del numero di educatori richiesto).

Per 452 famiglie continua anche l’attività di educativa digitale avviata a marzo, all’inizio del lockdown, con laboratori digitali per genitori e bambini e sessioni online di confronto settimanale per lo sviluppo delle competenze genitoriali.

 

Distribuzione della spesa solidale e consulenza psico-pedagogica

Prosegue anche la distribuzione di beni di prima necessità iniziata nel mese di giugno e dedicata alle famiglie in difficoltà: sono nel complesso 10mila i prodotti per l’igiene, come pannolini e salviettine, e prodotti alimentari specifici, come latte e omogeneizzati, consegnati ai nuclei familiari che stanno affrontando un netto peggioramento della situazione economica.

245 sono infine le famiglie coinvolte nella consulenza psico-pedagogica svolta dai nostri operatori sia per telefono sia attraverso uno sportello di ascolto: l’obiettivo è di supportare e monitorare i casi più fragili e accompagnarli nella fase di ripresa e di ricostruzione dopo l’isolamento.

17.081 bambini protagonisti del loro futuro

#annual report, #educazione estero, #educazione italia, #salute

Nel 2019 abbiamo aiutato 17.081 bambini e ragazzi grazie ai nostri progetti negli ambiti Salute ed Educazione, in Italia e all’estero. Scopri cosa abbiamo fatto nell’ultimo anno per i bambini in difficoltà, anche grazie al tuo aiuto!

 

Il nostro sostegno in Italia…

Continua il nostro impegno nell’ambito Educazione: per i bambini da 0 a 6 anni abbiamo sviluppato progetti per contrastare la crescente povertà minorile tramite servizi educativi per la prima infanzia, accessibili anche a famiglie con difficoltà economiche.

A partire da inizio 2020 abbiamo deciso di rafforzare i progetti rivolti a bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni, entrando direttamente nelle scuole – primarie e secondarie di primo grado – con interventi finalizzati a migliorare l’offerta formativa, riqualificare gli spazi scolastici e formare i docenti. Infine, con l’obiettivo di aiutare i giovani dai 14 ai 24 anni, a rischio o già nella condizione di NEET (Not in Employment, Education or Training), abbiamo messo in atto interventi di prevenzione dell’abbandono scolastico, in partnership con centri diurni e doposcuola, e workshop formativi per favorire l’ingresso nel mercato del lavoro, promuovendo le loro passioni e i loro talenti.

 

Menzione a parte merita il Progetto “Stringhe”: piccoli numeri in movimento. Nel 2019 abbiamo vinto il bando “Un passo avanti”, promosso dall’Impresa Sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile: a partire dal 2020, grazie al Progetto “Stringhe”, sosterremo 2.600 bambini di età 5-13 anni, 200 famiglie e 200 insegnanti, attraverso la creazione di una nuova metodologia didattica e il rinnovamento dell’offerta formativa di 10 scuole dell’infanzia e primarie.

 

 

… e all’estero

Grazie al programma Cuore di Bimbi, attivo dal 2005 con l’obiettivo di ridurre la mortalità dei minori affetti da malattie cardiache congenite o acquisite, abbiamo salvato la vita di 2.268 bambini gravemente cardiopatici. Nel corso del 2019 abbiamo realizzato interventi in Albania, Cambogia, Eritrea, Kenya, Myanmar, Nepal, Romania, Uganda, Zambia e Zimbabwe.

All’estero ci occupiamo anche di istruzione primaria e secondaria: dal 2000 garantiamo a milioni di bambini il diritto a un’istruzione di qualità, sostenendo scuole e centri educativi gestiti dai nostri partner locali che, oltre all’istruzione, offrono un alloggio sicuro, cure mediche, pasti e accoglienza ai bambini più fragili. Abbiamo inoltre sviluppato in questi ultimi anni un programma specifico dedicato all’istruzione secondaria femminile, le Borse Rosa, per contrastare il fenomeno dei matrimoni precoci nei Paesi più poveri.

 

Sfoglia e scarica la versione integrale dell’Annual Report 2019 per saperne di più sui nostri progetti e sul nostro impegno, che dura da 20 anni, in Italia e nel mondo:

 

Il Bilancio di Mission Bambini è certificato ogni anno da una società esterna di revisione, la Deloitte & Touche Spa.

Mission Bambini Italia:

» Leggi la Relazione della Società di Revisione
» Scarica il Bilancio Italia 2019

Consolidato d’Esercizio:

» Leggi la Relazione della Società di Revisione
» Scarica il Bilancio Consolidato 2019

La Spesa Solidale: come restare #viciniaibambini e scoprire l’essenza del volontariato

#covid-19, #volontariato

Preparare e distribuire la spesa solidale ai bambini e alle famiglie in difficoltà della periferia nord di Milano è un’occasione per dare un aiuto concreto, ma anche per ricevere: emozioni, gratitudine, riconoscenza. Ce lo racconta Ilaria Romanò, nostra stagista presso l’Ufficio Volontariato.

 

Come cambia uno stage nell’emergenza: mettersi in gioco, per aiutare davvero

Per Ilaria l’inizio dello stage ha coinciso con il diffondersi dell’emergenza Covid-19: un momento che ha comportato un cambiamento nelle attività della nostra Fondazione e di conseguenza anche una revisione di quanto lei stessa avrebbe dovuto imparare e svolgere.

“Come Fondazione ci siamo impegnati a far fronte all’emergenza con una risposta celere e d’effetto sia nella prima che nella seconda fase: per dare un aiuto concreto e restare davvero #viciniaibambini e alle loro famiglie in difficoltà. Come parte dell’Ufficio Volontariato il mio compito è stato di attivare e coinvolgere i nostri volontari in tutti i progetti che la Fondazione ha portato avanti.”

Tra essi c’è la spesa solidale, un’iniziativa sostenuta attraverso il ricavato della raccolta fondi attiva su Facebook.

“Uno dei partner che stiamo sostenendo è la Fondazione Aquilone, una onlus milanese che si occupa di fornire servizi alle persone più fragili: bambini, famiglie in difficoltà, persone anziane e persone con disabilità. Il loro intervento si concentra principalmente nei quartieri di Bruzzano e Comasina, nella periferia Nord di Milano. Qui i nostri volontari, insieme a quelli della Fondazione Aquilone, prendono parte all’attività della spesa solidale, per rispondere alle esigenze primarie delle famiglie più svantaggiate.”

Anche Ilaria ha deciso di unirsi a questa squadra e di raccontarci in prima persona quello che succede ogni martedì e giovedì mattina all’interno della Bottega Solidale della Fondazione Aquilone:

Ho deciso di mettermi in gioco in prima persona, insieme ai nostri volontari, innanzitutto per fare qualcosa di concreto per gli altri, in secondo luogo per vedere con i miei occhi la realizzazione di un progetto che avevo conosciuto solo a distanza, in maniera virtuale.”

 

Dalla distanza alla vicinanza: una spesa che contiene beni primari, ma anche tutto il nostro amore

Una volta arrivati, la prima attività che i nostri volontari svolgono è la preparazione della spesa:

“Viene distribuita una lista con le famiglie che quel giorno si presenteranno fuori dalla Bottega Solidale e con il numero dei componenti di ciascuna famiglia. In base a queste informazioni i volontari assemblano delle spese standard con i prodotti di prima necessità: ad esempio, in una spesa per 4 persone verranno messi 4 litri di latte, 4 kg di pasta, 2 kg di riso, 2 bottiglie di olio, sughi pronti, legumi, tonno in scatola, brodo, dado, zucchero, tè, caffè, sale, farina, biscotti, fette biscottate, cracker. Nel caso di famiglie con bambini viene aggiunto anche tutto il necessario per i più piccoli: pannolini, salviette, omogeneizzati, pastine, biscotti per l’infanzia e farine.”

In base ai prodotti disponibili, si aggiunge anche qualche regalo speciale, come uova di cioccolato, caramelle, un vasetto di marmellata, oppure un prodotto che risponda alle esigenze specifiche di una famiglia:

I volontari hanno davvero una cura incredibile per ogni persona che aiutano: Lei è la signora che viene dall’India, ricordati di mettere il riso basmati, non quello normale oppure Il signore preferisce il tonno allo sgombro o ancora Mi raccomando, mettete un po’ di caramelle in più per i bambini. Sono tutti piccoli accorgimenti, che mi hanno fatto capire quanto amore e passione ci sia dietro questa attività.”

Un amore e una passione che emergono ancora di più durante la seconda attività, che inizia con l’arrivo delle famiglie e prosegue con la distribuzione delle spese già confezionate.

“Questa fase è quella più bella, perché caratterizzata dall’interazione con le persone beneficiarie. La loro risposta positiva e la loro gratitudine nei confronti dei volontari che incontrano è la dimostrazione tangibile che il modo in cui viene svolto questo servizio è il modo migliore, perché, oltre all’aiuto concreto, viene riconosciuta dignità alle persone che vengono aiutate.”

Nel caso di persone con esigenze particolari, come ad esempio persone disabili, molto anziane, donne con bambini piccoli, la distribuzione della spesa viene fatta porta a porta:

“Io, ad esempio, ho portato la spesa a una mamma incinta di 7 mesi, Maryam, che ci ha accolti in casa sua nel totale rispetto delle norme vigenti e ci ha raccontato qualcosa di sé. La sua felicità nel ricevere ciò che le abbiamo portato ci ha riempito il cuore, perché ci ha dimostrato che le nostre azioni come sostenitori e volontari di Mission Bambini sono davvero importanti per continuare ad aiutare concretamente e regalare un po’ di serenità a chi ne ha più bisogno.”

 

Quello che resta a un volontario: emozioni, riconoscenza, arricchimento personale

Che cosa ha lasciato questa esperienza a Ilaria?

Forti emozioni. In particolare, ciò che ricorderò con grande gioia è la riconoscenza delle persone aiutate, percepita attraverso i loro sorrisi e le parole gentili nei nostri confronti. Un’altra cosa che mi ha colpito è stato il sentirmi parte di una squadra, nella quale ognuno aveva un compito preciso, ma in cui l’obiettivo era lo stesso: fare del bene!
Penso che sia proprio questa l’essenza del volontariato: fare qualcosa per gli altri e allo stesso tempo ricevere un forte arricchimento personale. Sono davvero contenta che i volontari di Mission Bambini possano vivere la stessa esperienza che ho vissuto io e possano continuare a restare #viciniaibambini e alle famiglie in difficoltà.”

Il compleanno di Rosella: non c’è regalo più bello di salvare insieme un bambino

#cuore di bimbi, #regali solidali

In occasione del suo ultimo compleanno, Rosella Hoffer Pagani, nostra storica volontaria di sede, ha voluto festeggiare realizzando un desiderio: salvare la vita di un bambino cardiopatico.

Un passaparola in famiglia, per realizzare un sogno

“Lo scorso 10 febbraio – racconta Rosella – ho compiuto 75 anni, tre quarti di secolo. Un bel traguardo. Da festeggiare con la realizzazione di un desiderio, di un sogno. Mission Bambini, che ho visto nascere 20 anni fa, mi ha dato l’idea: salvare la vita di un bambino cardiopatico.”

Con l’approssimarsi della data del suo compleanno, Rosella comincia a comunicare la sua intenzione in famiglia. “Io e mio marito abbiamo figli e nipoti, siamo 12 in tutto. E in famiglia abbiamo l’abitudine di chiederci cosa desideriamo, in occasione del compleanno. La prima persona con cui ho condiviso l’idea è stata mia nipote più grande, mentre l’accompagnavo in auto a un appuntamento. Rimase entusiasta, così ne parlai anche con mio marito e iniziò il passaparola.”

Il regalo di compleanno è un cuore che batte forte

È così che marito, figli, nipoti e anche un’amica si uniscono nella realizzazione del desiderio di Rosella, facendolo proprio.

“Nessun regalo, per quanto bello e prezioso, avrebbe potuto rendermi altrettanto felice – confida Rosella. Ora so che, da qualche parte nel mondo, un bambino potrà vivere. Affinché ciò avvenga, la mia donazione non basta: ci vorrà l’opera di un cardiochirurgo e della sua equipe. Recentemente in Fondazione ho conosciuto tanti medici volontari del programma Cuore di Bimbi: sono persone appassionate e generose, provenienti da tante città italiane, ma anche dall’estero. Uno di loro prossimamente salverà il “mio” bambino.”

La raccolta fondi su Facebook: la possibilità di fare del bene

Per Rosella la nostra Fondazione “permette di realizzare i sogni di tante persone come me, desiderose di fare del bene per gli altri.”

Se anche tu sei come lei, puoi festeggiare il tuo compleanno aiutando un bimbo in difficoltà. Scopri come avviare la tua raccolta fondi su Facebook: https://www.facebook.com/fund/missionbambini/

I Desideri Solidali di Gennaro: il piccolo dono di un nonno a nome del nipotino appena nato

#regali solidali, #volontariato

In occasione della nascita del suo primo nipotino Leonardo, Gennaro Ardis, da anni nostro volontario e sostenitore, ha scelto di trasformare il suo momento di felicità in un gesto d’amore per i bambini meno fortunati.

La storia con Mission Bambini: un modo per restituire, insieme

Gennaro si è avvicinato alla nostra Fondazione nel 2006, grazie ai racconti e alla testimonianza di sua cognata, che già da anni ci sosteneva: “Ero da poco andato in pensione e per la prima volta avevo a disposizione tanto tempo da dedicare alla mia famiglia, ma anche a nuovi interessi da coltivare. Sentivo soprattutto il bisogno di fare qualcosa per restituire ciò che nella vita ho ricevuto: sono consapevole di essere stato fortunato, perché a me e alla mia famiglia non è mai mancato nulla, ma non tutti hanno la stessa opportunità.”

È così che Gennaro è diventato un nostro volontario, è così che è iniziata la nostra storia insieme, per dare un aiuto concreto ai bambini in difficoltà: “Al solo pensiero di poter essere d’aiuto ai bambini meno fortunati mi sono sentito bene, pieno di energia e di voglia di offrire il mio contributo! Da quel momento sono passati 14 anni: un periodo durante il quale ho potuto conoscere in maniera approfondita e apprezzare tutte le iniziative organizzate dalla Fondazione per aiutare i bambini più poveri e fragili, in Italia e nel mondo.” Un periodo durante il quale Gennaro ha ricevuto in dono anche nuovi amici, “volontari che, come me, hanno messo a disposizione il proprio tempo e le proprie energie per restituire un sorriso ai piccoli meno fortunati.”

I Desideri Solidali: trasformare un momento di felicità in cibo e cure mediche per i bambini più fragili

Il 7 gennaio 2020 Gennaro ha ricevuto un altro dono, ancora più bello: sua figlia Ilaria ha partorito Leonardo, il primo nipotino!

“Per me e mia moglie è stato un momento di grande felicità e di grande emozione. Tenere in braccio Leonardo mi ha ricordato ancor più da vicino quanto i bimbi sono piccoli, fragili e di quante attenzioni hanno bisogno.”

Ed è stato proprio in quel momento che, con una morsa al petto, Gennaro non ha potuto fare a meno di pensare ai bimbi che la nostra Fondazione aiuta da 20 anni e che, senza il sostegno di tutti noi, non potrebbero avere cibo, istruzione e cure necessarie.

“A differenza di tanti altri bambini, che vivono in condizioni di povertà e disagio, Leonardo è molto fortunato: è amato, circondato da persone che se ne prendono cura, offrendogli tempo e attenzioni. Questo pensiero mi ha spinto a voler fare di più per chi è meno fortunato e così ho deciso di acquistare i Desideri Solidali: un piccolo dono, a nome di Leonardo, per i bimbi più bisognosi.

Da nonno scegliere i Desideri Solidali mi è davvero sembrato il regalo più bello che potessi fare al mio nipotino: mi ha permesso di trasformare la nascita di Leonardo in cibo e cure mediche per i bimbi più fragili, insomma in un gesto d’amore per chi è meno fortunato.”

Scegli il tuo Desiderio Solidale!

Anche tu puoi realizzare il desiderio di un bambino in difficoltà!
Scopri come visitando la sezione dedicata sul nostro sito.

Il sostegno alla raccolta di beni primari per i bambini in difficoltà

#educazione italia, #infanzia

A causa dell’emergenza Covid-19, cambia il format della settima edizione del Banco per l’Infanzia. Non cambia però l’obiettivo, condiviso da Prénatal, Chicco e dalla nostra madrina Ellen Hidding: raccogliere beni primari per bambini e famiglie in difficoltà in Italia.

 

Prénatal: un sostegno che si fa sempre più grande

Dopo la recente collaborazione in occasione del periodo natalizio, che ha portato a una raccolta fondi di oltre 63.000 euro a sostegno del progetto #fattiGRANDE, Prénatal rinnova il suo impegno a favore dell’infanzia in difficoltà, aderendo anche alla settima edizione del Banco per l’Infanzia.

Con le donazioni ricevute attraverso la nostra campagna di raccolta fondi su Facebook, la nostra Fondazione potrà acquistare a prezzi calmierati i prodotti di prima necessità per l’infanzia disponibili nei negozi Prénatal.

 

Chicco: una baby spesa sospesa, per fare shopping con il cuore

Anche presso i punti vendita Chicco fare la spesa vorrà dire accompagnare i bambini più bisognosi nel loro percorso di crescita e di ripresa dopo l’isolamento.
Chiunque effettuerà acquisti, infatti, avrà l’opportunità di donare una vera e propria “spesa sospesa”, aggiungendo al proprio carrello alcuni prodotti necessari ai bambini sostenuti dalla nostra Fondazione.

 

La fase 2 e il nostro progetto per restare #viciniaibambini

La settima edizione del Banco per l’Infanzia andrà a supportare il nostro progetto per restare #viciniaibambini nella fase 2 di gestione dell’emergenza coronavirus: con esso prevediamo di distribuire a 800 bambini della fascia 0-6 anni 10.000 prodotti di prima necessità per l’infanzia. Scopri di più sul progetto >>>

Il racconto di Suor Daniela: dalla difficoltà può nascere una nuova forma di vicinanza, per aiutare davvero

#covid-19, #educazione italia, #infanzia

La realtà degli ultimi mesi, caratterizzati dalla gestione dell’emergenza Covid-19, ha toccato da vicino tutti noi: le nostre abitudini sono cambiate, abbiamo dovuto adattarci a una nuova quotidianità. Così ha dovuto fare anche Suor Daniela, da tre anni volontaria dell’Associazione Talità Kum di Librino: con noi condivide le sue riflessioni su che cosa significhi stare vicino alle famiglie più in difficoltà in un contesto trasformato dalla pandemia.

 

Essere volontari in tempo di pandemia: una rivoluzione per restare vicini ai bambini e alle loro famiglie

“Nell’ordinario mi occupo dei bimbi del nido 0-3 anni e delle loro famiglie”, ci racconta Suor Daniela. “Una mia giornata tipo si svolge così: alle 7.30 esco di casa per andare in sede e preparare ambiente e materiali per i bimbi, perché prendersi cura di qualcuno comincia dall’accoglierlo in uno spazio bello. Alle 8.00 arrivano i primi bambini e per le 9.30 siamo al completo! Possiamo allora cominciare le nostre attività: giochi, storie, musica, attività motoria, laboratori creativi, merenda, cambi, gioco libero… tutto fino alle 14.00 e poi tutti a casa, per godersi mamma e papà!”

 

 

Tutto questo fino al 5 marzo 2020, quando la routine quotidiana, sia dei grandi che dei più piccoli, è completamente cambiata. “Dall’oggi al domani niente è stato più come prima” – riflette Suor Daniela, che si è subito chiesta: “che cosa possiamo fare per essere vicini ai nostri bimbi e alle loro famiglie? Mente e cuore si sono messi in movimento: abbiamo preso contatto telefonico con tutte le famiglie, per far sentire loro la nostra vicinanza e accogliere da loro bisogni e fatiche di questo momento. Ci siamo resi subito conto che i bisogni primari sono i primi da soddisfare.”

Come far fronte dunque a queste necessità? Rivoluzionando la propria quotidianità per i bambini più fragili e per le loro famiglie.

“Alle 7.30 esco di casa, destinazione: supermercato! Arrivo e mi trovo davanti una lunga fila di persone che aspettano, a debita distanza le une dalle altre. Prendo un carrello e anch’io mi metto in fila: nell’attesa, osservo le persone, penso a come le nostre abitudini siano state stravolte e faccio scorrere nella mente le immagini delle famiglie per cui mi accingo a fare la spesa. Finalmente arriva il mio turno e nel frattempo sono passate quasi due ore.”

 

La ricerca di una nuova normalità: attenzione, cura, prossimità

Dalle parole di Suor Daniela emergono l’attenzione e la cura affinché ciascuno, pur nelle avversità, abbia un solido punto di riferimento e non si senta lasciato solo nella ricerca di una nuova normalità: “inizio a fare la spesa come se fosse mia, perché in questo momento mi faccio carico di queste famiglie con la stessa cura che ho per me o forse anche di più.”

“Il carrello si riempie in fretta di prodotti per l’igiene come pannolini, salviettine e creme, ma anche di prodotti alimentari quali omogeneizzati, latte e biscotti, e vado quindi a recuperarne un secondo”, prosegue Suor Daniela. “Questa situazione d’emergenza ha secondo me accresciuto la sensibilità della gente, lo percepisco anche nella disponibilità dei commessi del supermercato nei miei riguardi. Mi accorgo degli sguardi stupiti degli altri clienti, che osservano il mio carrello stracolmo e forse pensano: quante bocche da sfamare! La mia lunga lista è finita, pago e carico tutto in auto.”

Una volta a casa, Suor Daniela prepara le borse da distribuire alle famiglie, le contatta e fissa con loro un appuntamento davanti all’asilo. “Ogni incontro per consegnare la spesa è particolare, un’emozione grande: incontrare queste persone, provate da questo difficile momento economico, ridotte a chiedere aiuto per poter dare da mangiare ai propri figli, gli occhi lucidi e stupiti davanti alle borse della spesa, gli infiniti grazie… sono immagini impresse nel mio cuore ed è difficile trovare parole che esprimano in profondità l’emozione di quei momenti. Confesso che in alcune occasioni, venendo via, non sono riuscita a trattenere le lacrime”, ci racconta commossa.

 

 

Per noi, e dico noi perché in questo servizio io sono stata lo strumento concreto, ma col cuore c’erano tutti gli operatori dell’associazione, non è semplicemente donare la spesa: è farci carico in pienezza di queste famiglie attraverso la nostra prossimità.

Forse non torneremo a breve alle nostre quotidiane abitudini, ma, come afferma in conclusione Suor Daniela, “la nostra carità creativa ci fa sperimentare nuove forme di vicinanza, fa nascere relazioni nuove e ci dà la possibilità di fare di questa difficoltà un’opportunità per aiutare davvero.

E anche tu, insieme a noi, puoi dare una mano a tante famiglie in difficoltà in questo momento di emergenza, per restare davvero #viciniaibambini.