Dall’ospedale alla scuola: in Uganda costruiamo il futuro un passo alla volta

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Un cammino che continua: il racconto della nostra ultima missione

Dal 2 al 10 maggio 2026 siamo tornati in Uganda per una nuova missione, tra il Mulago Hospital di Kampala e la St. Clelia School di Kitanga. Due luoghi diversi, due ambiti di intervento che possono sembrare lontani, ma che raccontano la stessa visione: stare accanto ai bambini perché possano crescere, essere curati, studiare e costruire il proprio futuro.

In pochi giorni abbiamo visto il valore di un impegno che non si esaurisce nella presenza sul campo, ma continua nel tempo attraverso la formazione, l’ascolto e il lavoro condiviso con le realtà locali. Grazie al supporto dei nostri donatori e dei partner sul campo, torniamo a casa con la consapevolezza che ogni sforzo sta tracciando una strada nuova per centinaia di bambini.

Cuore di bimbi: sei nuove opportunità di vita al Mulago Hospital

La missione sanitaria si è svolta al Mulago Hospital di Kampala, centro con cui Mission Bambini collabora da diversi anni nell’ambito del programma Cuore di bimbi.

Durante la settimana sono stati operati 6 bambini con cardiopatie congenite, casi delicati che hanno richiesto il confronto costante tra il team italiano e l’équipe ugandese. Ogni intervento è stato il risultato di un lavoro di squadra fatto di preparazione, attenzione, competenze tecniche e grande fiducia reciproca.

Per le famiglie, questi interventi rappresentano molto più di una cura: sono una nuova possibilità di vita per i loro bambini. Per l’ospedale, invece, ogni missione è anche un’occasione per rafforzare competenze, consolidare procedure e affrontare casi sempre più complessi con maggiore sicurezza.

Un grazie speciale va anche a Fondazione Prosolidar, che ha donato un ecografo per le nostre missioni: un supporto importante per il lavoro dei medici sul campo e per offrire cure sempre più accurate ai bambini.

Un ospedale che cresce, un’équipe sempre più autonoma

C’è un momento preciso che ha segnato questa missione, un traguardo che esprime il senso più profondo del programma Cuore di bimbi: il primo intervento cardiochirurgico della missione è stato condotto da un medico ugandese. L’équipe del Mulago Hospital ha operato in prima persona, affiancata dalla supervisione e dal supporto costante dei nostri specialisti italiani. Questo dimostra che qualcosa di fondamentale resta anche dopo la nostra partenza: il trasferimento di competenze e lo sviluppo di una reale capacità di cura indipendente.

Quando un’équipe locale acquisisce autonomia, infatti, il cambiamento diventa più solido. Significa che le competenze condivise negli anni iniziano a mettere radici. Significa che un bambino potrà trovare una risposta sempre più vicina, nel proprio Paese, nel proprio ospedale, accanto alla propria famiglia.

L’obiettivo di Mission Bambini non è mai stato quello di sostituirsi ai sistemi sanitari locali, bensì quello di accompagnarli nel tempo. Vedere i medici ugandesi muoversi in sala operatoria con crescente sicurezza e protagonismo è la conferma che la formazione continua sta dando i suoi frutti più preziosi.

St. Clelia School: dove l’accoglienza diventa casa e protezione

Parallelamente all’attività medica, la missione ha toccato il distretto di Kitanga per fare visita alla St. Clelia School, una realtà che accoglie oltre 900 alunni ed è parte attiva della nostra rete educativa LEARN.

Molto più di un semplice complesso scolastico, la St. Clelia funziona come un vero e proprio centro residenziale. Per tantissimi bambini che abitano troppo lontano dalle proprie famiglie, questa struttura rappresenta una quotidianità sicura, un luogo di forte tutela e, in definitiva, una vera casa.

La visita è stata un momento di ascolto. Abbiamo incontrato educatori, bambini e persone della comunità per comprendere da vicino i bisogni, le fatiche e le potenzialità di questo luogo. Ma abbiamo visto anche tanta forza: nei sorrisi, nell’accoglienza, nell’impegno di chi ogni giorno lavora perché la scuola resti un punto fermo nella vita dei bambini.

Essere presenti sul campo significa anche questo: fermarsi, fare domande, osservare, capire come costruire risposte più giuste insieme a chi vive ogni giorno quella realtà.

Salute ed educazione: due strade per un unico domani

La parte sanitaria e quella educativa della missione raccontano due bisogni diversi, ma profondamente collegati.

Un bambino che riceve un intervento al cuore ha bisogno di cure, ma anche di un contesto in cui poter crescere, studiare, sentirsi protetto. Allo stesso modo, un bambino che va a scuola ha bisogno di salute, sicurezza e condizioni di vita che gli permettano davvero di imparare e immaginare il proprio futuro.

Per questo, salute ed educazione non sono due percorsi separati. Sono due dimensioni della stessa possibilità: quella di accompagnare i bambini più vulnerabili in un cammino di crescita completo, fatto di cura, protezione, apprendimento e fiducia.

Torniamo dall’Uganda con 6 bambini operati, un ospedale che continua a rafforzarsi, una scuola che ogni giorno custodisce il futuro di centinaia di bambini e una consapevolezza ancora più chiara: il cambiamento più importante è quello che, passo dopo passo, permette alle comunità locali di camminare con sempre maggiore autonomia.

Le sfide di domani: perché il nostro aiuto serve ancora

Nonostante i traguardi straordinari di questa missione e i grandi passi avanti verso l’autonomia, la strada da percorrere è ancora lunga e i bisogni sul campo restano immensi.

Al Mulago Hospital la lista d’attesa non si ferma: ci sono ancora molti bambini nati con malformazioni cardiache che aspettano la loro opportunità di essere operati, e la struttura necessita di un supporto costante per mantenere gli standard tecnologici e formativi raggiunti.

Allo stesso modo, a Kitanga, l’accoglienza di oltre 900 bambini comporta uno sforzo quotidiano enorme per garantire cibo, materiali didattici e spazi adeguati a tutti. Ogni traguardo tagliato non è un punto di arrivo, ma la dimostrazione che il nostro metodo funziona.

Per questo non possiamo fermarci proprio ora: le sfide continuano, e solo insieme a chi sceglie di sostenerci possiamo continuare a rispondere a quel forte grido d’aiuto che arriva dall’Uganda.

Questa missione è stata possibile grazie allo sforzo condiviso di tante persone e realtà che, insieme, continuano a rendere concreto il nostro impegno in Uganda. Un grazie speciale va a Marco Galbiati e alla campagna #QuindiCiSiamo, che ha sostenuto la missione sul campo.

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