IC Mozart di Roma: uno spazio per ascoltarsi, conoscersi e crescere

#educazione in Italia, #stelle Mission Bambini

All’Istituto Comprensivo Mozart di Roma, nel quartiere dell’Infernetto, abbiamo incontrato ragazze e ragazzi nel pieno di una fase delicata della crescita: la scuola media, quando le emozioni sono intense e le domande su di sé iniziano a diventare più profonde.

L’IC Mozart è una delle nostre Stelle Mission Bambini, scuole in cui realizziamo percorsi educativi pensati per promuovere benessere, consapevolezza e relazioni positive.

Qui abbiamo attivato laboratori multidisciplinari con un obiettivo semplice ma fondamentale: offrire ai ragazzi uno spazio protetto in cui potersi esprimere liberamente, sentirsi ascoltati e scoprire le proprie capacità.

Uno spazio per potersi esprimere

Durante gli incontri emerge con chiarezza un bisogno molto forte: avere uno spazio in cui poter essere se stessi.

“Il bisogno principale che intercettiamo in questo contesto è quello dell’ascolto: i ragazzi e le ragazze sentono la necessità di condividere perplessità e di riflettere sulle emozioni che vivono, un aspetto profondamente caratteristico della fase di crescita che attraversano”, ci racconta invece Corinna Bologna, arteterapeuta all’interno del nostro Spazio Mission Bambini, “emerge inoltre con forza il tema dello stare insieme in modo rispettoso, strettamente legato alla consapevolezza delle proprie emozioni e al rispetto di sé e dell’altro”

Gli educatori accompagnano ragazzi e ragazze in questo percorso aiutandoli a riconoscere i propri punti di forza e il valore di ciò che ognuno porta nel gruppo. Nel tempo, lungo il lavoro con la classe, iniziano anche a emergere piccoli cambiamenti che raccontano il senso di questo percorso.

La scuola come luogo di prevenzione e crescita

Lavorare all’interno della scuola è fondamentale, perché è proprio qui che spesso emergono i primi segnali di difficoltà ma anche le opportunità per intervenire in tempo.

“La scuola è sicuramente un luogo dove possono emergere molti problemi” , ci racconta Jacopo Pastore, “ma è anche il posto dove questi problemi possono essere intercettati prima. Per questo lavoriamo in sinergia con il sistema scolastico, affiancandolo.”

Portare i laboratori direttamente nelle classi significa anche raggiungere quei ragazzi che forse, da soli, non avrebbero mai cercato un’esperienza di questo tipo.

“In questo modo riusciamo ad arrivare anche a ragazzi che magari non si sarebbero avvicinati spontaneamente a un laboratorio del genere”, va avanti Jacopo, “spesso incontriamo ragazzi che hanno bisogno di condividere perplessità, di riflettere sulle emozioni che provano. È una fase d’età in cui questo bisogno è molto forte.”

I laboratori diventano così anche uno spazio per imparare a stare insieme in modo più consapevole, nel rispetto di sé e degli altri. Perché a volte basta uno spazio giusto, nel momento giusto, per aiutare un ragazzo a guardarsi con occhi diversi e a scoprire risorse che non pensava di avere.

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